Standard secondari
Gli standard secondari sono sostanze chimiche utilizzate in chimica analitica nellโambito delle determinazioni volumetriche che sono stati standardizzati con uno standard primario. Pertanto gli standard secondari sono soluzioni inizialmente preparate a titolo approssimato in quanto il soluto non presenta le caratteristiche tipiche degli standard primari e successivamente standardizzate.
Gli standard secondari presentano, rispetto agli standard primari, un minor grado di purezza, una minore stabilitร , una maggiore reattivitร ed inoltre le loro proprietร potrebbero cambiare nel tempo. Pertanto gli standard secondari vengono generalmente preparati sciogliendo una massa o un volume noto dello standard secondario in un solvente adatto e quindi standardizzando la soluzione utilizzando uno standard primario.
Tra gli strumenti utilizzati dall’industria farmaceutica, gli standard primari e gli standard secondari sono spesso considerati fondamentali, poichรฉ รจ attraverso queste sostanze che l’identificazione e il dosaggio di tutti i farmaci vengono determinati con certezza.
Queste sostanze, tuttavia, hanno ruoli diversi nella produzione farmaceutica: gli standard di riferimento primari sono sostanze prodotte e testate per la conformitร da una fonte certificata di alta qualitร e fornite con il rispettivo Certificato di Analisi. Gli standard di riferimento secondari sono sostanze preparate rispetto a una sostanza di riferimento primaria. Possono essere forniti dai produttori e sono anche indicati come standard di lavoro. Le fonti certificate da cui si possono ottenere questi standard di riferimento di qualitร sono la Farmacopea Britannica (BP), la Farmacopea degli Stati Uniti (USP), e la Farmacopea Europea (EP).
Titolazioni e standard primari
Le titolazioni sono una tecnica di analisi chimica volumetrica che risalgono alla fine del XVIII secolo quando il chimico francese Franรงois-Antoine-Henri Descroizilles creรฒ la prima buretta, simile a un cilindro graduato, nel 1791. La validitร di questo procedimento analitico dipende quindi dalla conoscenza della quantitร di uno dei reagenti utilizzati.

Tuttavia, la maggior parte delle soluzioni che sono abitualmente usate nelle titolazioni non sono soluzioni a titolo noto. Pochi soluti, infatti, godono delle caratteristiche di uno standard primario in quanto possono, ad esempio, non avere un elevato grado di purezza, essere igroscopici, sensibili alla luce, reagire con il biossido di carbonio presente nellโaria o tendono a ossidarsi.
Pertanto una tale soluzione deve essere preventivamente standardizzata ed รจ necessaria una scelta dello standard primario. Una volta che la soluzione รจ stata standardizzata essa diventa uno standard secondario che puรฒ essere utilizzato nella titolazione. La scelta dello standard primario deve essere fatta tenendo conto che esso, oltre a dover rispondere a determinati requisiti quali un alto grado di purezza, assenza di tossicitร , elevata stabilitร scarsa reattivitร con gli agenti atmosferici ed elevata solubilitร deve reagire in maniera quantitativa con il soluto contenuto nella soluzione da standardizzare.
Esempi di standard secondari
Acido cloridrico
Tra gli standard secondari piรน comuni vi รจ lโacido cloridrico che non รจ uno standard primario in quanto รจ commercializzato concentrato al 37% m/m con una densitร di 1.19 g/mL. Ciรฒ implica che sono contenuti 37 g di HCl in 100 g di soluzione il cui volume V = 100 g/1.19 g/mL = 84 mL. Pertanto le cifre significative sono solo due e ciรฒ implica che della soluzione di HCl concentrata si puรฒ calcolare la concentrazione molare solo con due cifre significative che sono troppo poche per poter considerare l’acido come uno standard primario.
Pertanto lโacido cloridrico deve essere standardizzato usando come standard primario il carbonato di sodio che reagisce con lโacido cloridrico in rapporto 1:2 al viraggio del metilarancio secondo la reazione:
Na2CO3 + 2 HCl โ 2 NaCl + H2O + CO2
La standardizzazione di HCl con il borace รจ una metodica alternativa in cui la reazione complessiva รจ: La reazione complessiva tra borace e acido cloridrico รจ:
Na2B4O7 โ 10 H2Oย + 2 HCl โ 2 NaCl + 4 H3BO3 + 5 H2O

Idrossido di sodio
Un altro degli standard secondari molto utilizzato รจ lโidrossido di sodio che, tuttavia, รจ una sostanza igroscopica la cui massa non puรฒ quindi essere pesata con unโaccuratezza tale da ottenere una standard primario a concentrazione nota. Si deve pertanto ricorrere alla sua standardizzazione mediante uno standard primario che, nella fattispecie, รจ il biftalato di potassio
Lo ione biftalato reagisce con lโidrossido di sodio secondo la reazione che, scritta in forma ionica, รจ la seguente:
HC8H4O– + OH– โ C8H4O2- + H2O
Il rapporto stechiometrico รจ di 1:1 e il punto finale della titolazione รจ evidenziato dal viraggio della fenolftaleina. In alternativa allo ftalato acido di potassio si puรฒ utilizzare quale standard primario lโacido benzoico o lโacido ossalico.
Permanganato di potassio
Nelle titolazioni ossidimetriche uno degli standard secondari maggiormente utilizzati รจ il permanganato di potassio. La permanganometria si basa sulla semireazione di riduzione dello ione permanganato in cui il manganese, che si trova con numero di ossidazione +7, passa a manganese (II) secondo la semireazione di riduzione:
MnO4โ + 8 H+ + 5 eโ โ Mn2+ + 4 H2O
che ha un potenziale normale di riduzione di + 1.507 V e pertanto il permanganato ha un elevato potere ossidante.

Tuttavia il permanganato di potassio non รจ uno standard primario contenendo impurezze di MnO2 e pertanto deve essere standardizzato. La scelta dellโindicatore per la standardizzazione del permanganato cade in genere sullโossalato di sodio, ma si puรฒ utilizzare, in alternativa, il sale di Mohr o il triossido di arsenico.
Nella standardizzazione del permanganato con il sale di Mohr questโultimo agisce da agente riducente mentre il permanganato agisce da agente ossidante. Infatti nella reazione quantitativa tra permanganato e sale di Mohr il manganese passa da numero di ossidazione +7 a numero di ossidazione +2 mentre il ferro passa da numero di ossidazione +2 a numero di ossidazione +3.
La reazione complessiva, scritta in forma molecolare, che avviene nella standardizzazione del permanganato con il sale di Mohr รจ:
2 KMnO4 + 10 (NH4)2Fe(SO4)2ย ยท 6 H2O + 8 H2SO4 โ K2SO4 + 2 MnSO4 + 5 Fe2(SO4)3 + 10 (NH4)2SO4 +ย 68 H2O

EDTA
Nelle titolazioni complessometriche, largamente utilizzate per la determinazione della durezza delle acque l’agente complessante di molti tipi di ioni e, in particolare, del calcio e del magnesio tipicamente utilizzato รจ lโEDTA ovvero lโacido etilendiamminotetraacetico che non รจ uno standard primario perchรฉ รจ scarsamente solubile in acqua. I migliori risultati si ottengono standardizzando la soluzione di EDTA utilizzando lo stesso metodo e lo stesso catione che รจ successivamente determinato.
Pertanto la standardizzazione dellโEDTA รจ effettuata abitualmente utilizzando il carbonato di calcio quale standard primario, ma, in alternativa puรฒ essere utilizzato il solfato di magnesio, il cloruro di calcio, il solfato di zinco e lโossido di zinco.
Tra gli esempi di standard secondari vi รจ il nitrato di argento utilizzato nelle titolazioni per precipitazione per la determinazione, in genere, dei cloruri. Tuttavia il nitrato di argento non รจ uno standard primario in quanto รจ sensibile alla luce e perchรฉ lo ione argento ridursi ad argento metallico e viene, in genere standardizzato con il cloruro di sodio.
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il 25 Giugno 2024