Spettrometria di massa

Il principio fisico su cui si basa la spettrometria di massa consiste nella possibilità di separare ioni atomici o molecolari con una o, anche se raramente, più cariche positive per mezzo di un campo elettrico e di un campo magnetico opportunamente accoppiati. La spettrometria di massa e’ una tecnica analitica di delucidazione strutturale basata sulla ionizzazione di una molecola e sulla sua successiva frammentazione in ioni di diverso rapporto massa / carica (M/z).  Tale tecnica non deve, quindi a rigore, essere considerata un metodo di indagine spettroscopica basata sull’assorbimento di energia, anche se quest’ultimo è la causa di formazione degli ioni analizzati nello spettrometro di massa. La spettrometria di massa consiste dunque nella ionizzazione di molecole in fase gassosa, nella separazione dei diversi ioni prodotti e nella loro rivelazione. Il risultato dell’esperimento è lo spettro di massa, che rappresenta l’abbondanza relativa degli ioni in funzione del loro rapporto massa/carica (ricordiamo che per ottenere uno spettro di massa dunque, il requisito essenziale è di produrre degli ioni in fase gassosa).  Nello spettrometro di massa il campione viene introdotto allo stato gassoso in una camera sotto vuoto detta camera di ionizzazione. Ovviamente, qualora il campione sia solido o liquido, la gassificazione deve precedere l’ingresso nella camera. Nella camera di ionizzazione il campione viene bombardato con un fascio di elettroni, la cui energia provoca in momenti successivi:

1)       Ionizzazione della molecola con formazione dello ione molecolare

2)     Rottura dei legami con frammentazione dello ione molecolare

3)     Ionizzazione dei frammenti

Gli ioni derivanti dalla frammentazione di una molecola sono separabili sulla base della diversità del rapporto massa /carica.

Lo spettrometro di massa è costituito dalle seguenti parti:

–         Pompe per la produzione di alto vuoto

–         Campionatore

–         Sorgente di ioni

–         Campo elettrico ad elevata tensione

–         Separatore degli ioni

Qui di seguito vengono descritte le singole parti.

Sistema di vuoto. Lo spettrometro di massa deve operare in condizioni di vuoto spinto ed è perciò dotato di un complesso sistema di pompe e di valvole. Negli strumenti più comuni una pompa rotativa produce un vuoto di circa 10-3 mm Hg e una seconda pompa diffusiva produce, in seguito, un vuoto da 10-7  a 10-8 mm Hg

Campionatori. La possibilità di disporre di campionatori per qualsiasi tipo di sostanza, sia essa solida o liquida o gassosa, sia pura che in miscela, ha permesso alla spettrometria di massa di diventare una tecnica particolarmente utilizzata. Il campionatore è costituito da un serbatoio dove viene raccolto il campione vaporizzato da cui la sostanza fluisce costantemente nella camera di ionizzazione per tutta la durata della registrazione dello spettro. L’utilizzo di tale tecnica è stato corroborato dall’accoppiamento gascromatografo- spettrometro di massa. La necessità di introdurre campioni ad elevato grado di purezza, è stata superata utilizzando lo spettrometro di massa ad un gascromatografo che costituisce il mezzo più potente di separazione delle sostanze organiche.

Sorgente ionica. La camera di ionizzazione è quella che determina, a causa del suo buon funzionamento, la corretta esecuzione dello spettro. La sorgente di ioni deve produrre ioni sia a massa grande che a massa piccola in modo che all’analizzatore possano arrivare tutti i frammenti della molecola in esame e contemporaneamente accelerarli. Varie sono le sorgenti ioniche tra le quali ricordiamo:

–         Sorgente a bombardamento elettronico

–         Sorgente a ionizzazione di campo

–         Sorgente a ionizzazione chimica

–         Sorgente a ionizzazione di superficie

–         Sorgente a fotoionizzazione

Campo magnetico separatore. Gli ioni provenienti dalla camera di ionizzazione, dopo essere stati accelerati dal campo elettrico, vengono fatti passare attraverso un potente elettromagnete. Se si considerano tutti gli ioni come aventi carica unitaria positiva, entrando nel campo magnetico essi subiscono una deflessione proporzionale alla propria massa, nel senso che ioni di massa inferiore subiscono una deflessione superiore rispetto a quelli di massa superiore.

 

Si ottiene, così, una separazione delle varie masse che ne permette la determinazione. Per ottenere lo spettro di massa bisogna esplorare tutto l’intervallo di masse che si presume possa essere presentato dal campione in esame; questo si ottiene variando in modo continuo il campo magnetico. I fasci di ioni separati passano attraverso una fenditura di collimazione e raggiungono il collettore.

Sistema di raccolta e di rivelazione degli ioni. Sono generalmente sistemi che fanno uso di metodi fotografici o elettronici. Con il metodo fotografico l’emulsione fotografica distesa su una superficie piana viene impressionata nel punto di impatto degli ioni. Con il sistema elettronico, gli ioni, uscenti dal rivelatore sono neutralizzati nel collettore a cariche negative. Questo genera nel circuito dello stesso una corrente proporzionale al numero di ioni positivi sopraggiunti. La corrente prodotta può essere misurata molto accuratamente e quindi è possibile ottenere spettri significativi. Il registratore, indispensabile se il sistema rivelatore è di tipo elettronico, deve possedere un’alta sensibilità e una elevata velocità di risposta.

Caratteristica sostanziale di ogni procedimento analitico è il potere risolutore dello strumento impiegato per l’analisi. Il potere risolutore di uno spettrometro di massa è definito come capacità di separazione degli ioni di massa prossima senza che si verifichi una sostanziale sovrapposizione dei picchi ed è espresso dalla relazione:

PR = M/∂ M dove M indica la massa dello ione e ∂ M la differenza delle masse dei due picchi successivi che si riescono a leggere.

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Author: Chimicamo

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