Chimica

Spettri di diffrazione dei raggi X

il 10 Giugno 2012

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Spettri di diffrazione dei raggi X

Gli spettri di diffrazione dei raggi X da parte dei cristalli si possono ottenere in vari modi che dipendono sia dal tipo di campione sia dal genere di apparecchiatura impiegata.

L’analisi di diffrazione dei raggi X (XRD) รจ una tecnica non distruttiva che consente di ottenere informazioni dettagliate sulla struttura cristallografica, sulla composizione chimica e sulle proprietร  fisiche di un materiale. Essa si basa sull’interferenza costruttiva che si verifica quando un fascio di raggi X monocromatici interagisce con un campione cristallino.

Nel metodo XRD, i raggi X generati vengono collimati e diretti verso il campione; l’interazione tra i raggi incidenti e i piani reticolari del cristallo produce fasci diffratti, che vengono successivamente rilevati ed elaborati per ottenere lo spettro di diffrazione.

Gli spettri di diffrazione dei raggi X si interpretano sulla base della legge di Bragg (nฮป = 2dโ€ฏsinฮธ), secondo la quale un fascio monocromatico di raggi X, incidente sul campione, รจ riflesso dai piani reticolari e rilevato da un opportuno sistema di rivelazione.

Usi

In cristallografia, gli spettri di diffrazione dei raggi X sono impiegati per risolvere la disposizione tridimensionale degli atomi in strutture complesse, inclusi minerali, metalli e materiali semiconduttori. Nel campo dei materiali e della nanotecnologia, gli spettri di diffrazione dei raggi X consentono di identificare fasi cristalline, stimare la dimensione dei cristalliti tramite lโ€™ampiezza dei picchiย  e valutare tensioni e difetti reticolari .

In geologia, gli spettri di diffrazione dei raggiย X permettono lโ€™identificazione rapida di minerali e componenti di rocce o suoli (inclusi argille complesse) confrontando gli spettri con database standard come lโ€™ICDD.

Anche lโ€™industria farmaceutica fa uso degli spettri di diffrazione dei raggiย X per analizzare forme polimorfiche dei principi attivi, garantire lโ€™omogeneitร  dei lotti e verificare la purezza dei composti .

Inoltre, negli studi archeologici e storico-artistici, gli spettri di diffrazione dei raggi Xย consentono di analizzare materiali ceramici, pigmenti e patine, fornendo dati su composizione e tecniche esecutive senza danneggiare i reperti.

Infine, gli spettri di diffrazione dei raggiย X sono fondamentali nei controlli di qualitร  industriale e nella ricerca avanzata: nel campo energetico (catalizzatori, batterie, celle solari), nei materiali da costruzione (cementi, ceramiche) e nella produzione di rivestimenti e dispositivi elettronici

Spettri di diffrazione dei raggi X da polveri

Gli spettri di diffrazione dei raggi X da polveri consentono lโ€™acquisizione di almeno tre informazioni:

  • la posizione angolare dei picchi, dipendente dai parametri di cella e dallโ€™allineamento strumentale;
  • lโ€™intensitร  dei picchi, influenzata dal contenuto dellโ€™unitร  asimmetrica e dallaย distribuzione statistica del particolato;
  • il profilo dei picchi, connesso alla geometria edย all’allineamentoย strumentali nonchรฉ alleย  dimensioni dei cristalliti.

Nel metodo delle polveri la specie cristallina in esame, allo stato di polvere molto fine, รจ investita da un fascio di raggi X monocromatici. Ciascuna particella รจ un minuto cristallino orientato a caso rispetto al raggio incidente, cioรจ tutti i piani reticolari sono in condizioni di poter riflettere contemporaneamente come se si trattasse di un cristallo singolo che ruoti attorno a tutti i possibili assi.

Cono di diffrazione

Per ogni piano reticolare si genera allora un cono di diffrazione avente un semiangolo di 2 ฮธ che colpisce la pellicola posta intorno al campione. Lโ€™intersezione di questo cono con la pellicola fotografica determina una curva simile a un cerchio: sarebbe esattamente un cerchio se la pellicola fosse disposta su un piano ortogonale al fascio incidente, anzichรฉ su un cilindro.

Ne deriva una tipica immagine di diffrazione in cui ogni riflessione รจ rappresentata da un linea quasi circolare, la cui intensitร  dipende dallโ€™ampiezza della riflessione, oltre che da fattori di tipo geometrico e fisico che non dipendono dalla natura della sostanza.
Queste diffrazioni possono essere raccolte su una lastra fotografica o valutate tramite un rivelatore (Geiger o a scintillazione) ruotante.

Il metodo di Debye Scherrer รจ particolarmente utile per riconoscere:

  • rapidamente una sostanza cristallina per confronto con spettri campione
  • in modo quantitativo, i vari componenti in una miscela di polveri cristalline.
    Dallo spettro di diffrazione di un materiale policristallino รจ anche possibile ricavare informazioni circa le dimensioni e lโ€™orientamento dei cristalliti che lo costituiscono. Piรน difficile e molto limitata รจ, invece, la definizione dei parametri di cella e della struttura dei cristalli.

Diffrattometro per polveri

Un diffrattometro per polveri usa radiazione monocromatica e un campione polverizzato. In questo caso le “riflessioni” sono registrate tramite un contatore di raggi X e vengono registrate tramite un apparecchio registratore grafico o immagazzinate ed elaborate via computer. Il campione viene montato su di un vetrino.

ย Quando il campione รจ in posizione 0ยฐ, il fascio X รจ parallelo alla base del campione ed entra direttamente nel rivelatore. Il preparato e il contatore sono posti in movimento da un motore in modo che quando il campione ruota di un angolo ฮฆ, il rivelatore ruota di un angolo 2ฮฆ.

Invece di registrare su di una pellicola fotografica, il rivelatore mantiene sempre la relazione geometrica appropriata per registrare in modalitร  sequenziale ogni evento di diffrazione. Se un piano atomico ha una spaziature interplanare (d) tale che si abbia una riflessione per l’angolo ฮฆ uguale a 20ยฐ, non vi saranno effetti misurati sino a che il contatore sia stato ruotato per un angolo 2ฮฆ di 40ยฐ.
In questa posizione il fascio diffratto entra nel rivelatore a raggi X e produce un segnale. Dopo adatta amplificazione si ha una rappresentazione sulla scala verticale di un diagramma 2ฮฆ-Intensitร . La comparsa di un picco rappresenta l’evento di diffrazione. Si ottiene cosรฌ un diffrattogramma in cui i vari picchi corrispondono ai vari piani reticolari che hanno prodotto diffrazione. Le altezze dei picchi sono direttamente proporzionali alle intensitร  degli effetti di diffrazione.

Metodo del cristallo rotante

Nel metodo del cristallo rotante la definizione dei parametri di cella e della struttura di un cristallo si effettua operando su un monocristallo. Esso รจ orientato in modo che uno dei suoi lati della cella elementare sia perpendicolare alla radiazione incidente.

Se il cristallo รจ fatto ruotare attorno allo stesso asse, su una pellicola fotografica posta allโ€™interno di un cilindro ย coassiale allโ€™asse di rotazione si osserveranno varie macchie piรน o meno scure, corrispondenti alle varie riflessioni, disposte lungo linee parallele, che risultano essere perpendicolari allโ€™asse del cilindro e dette linee di strato.
Esse corrispondono alla famiglia di piani hkl e le macchie disposte su ogni linea corrispondono ai vari valori di h e k. Come nel metodo delle polveri anche con quello a cristallo singolo รจ possibile sostituire alla registrazione fotografica la misura della posizione e dellโ€™intensitร  dei raggi diffratti . Si usanoย  opportuni rivelatori quali la camera a ionizzazione, il contatore di Geiger, e i contatori a scintillazione. In questo caso gli apparecchi prendono il nome di diffrattometri.

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