Saggi alla fiamma

I saggi alla fiamma costituiscono una tecnica preliminare di analisi qualitativa per via secca per verificare la presenza di taluni cationi. Ai saggi alla fiamma vengono affiancati i saggi alla perla, al coccio e ai tubicini.

Il principio su cui si basa tale tecnica prende spunto dalla teoria atomica di Bohr secondo la quale quando a un atomo o a uno ione viene fornita energia, nella fattispecie sotto forma di calore, gli elettroni passano da uno stato fondamentale a uno stato eccitato assorbendo una energia quantizzata. Ricadendo poi allo stato fondamentale l’energia assorbita viene riemessa sotto forma di radiazione avente energia pari a E = hν essendo h la costante di Planck e ν la frequenza della radiazione. Se la radiazione ha una frequenza, ovvero una lunghezza d’onda, che cade nel campo del visibile si evidenzia una colorazione tipica.

I saggi vengono condotti facendo uso di un  Bunsen e la base della fiamma ne costituisce la zona meno calda ( ~ 300°C) a parte il cono freddo interno in cui non avvengono combustioni.

becco bunsen

Essa si presta per esaminare assai bene le colorazioni che alcuni composti volatili impartiscono alla fiamma stessa in quanto la temperatura non troppo elevata consente che le colorazioni compaiano gradualmente cosa che non avviene a temperature più elevate.

La colorazione è tanto più netta quanto più il composto è volatile per cui i componenti della sostanza in esame vengono trasformati in cloruri (sali estremamente volatili) umettandoli con acido cloridrico

Condividi
Avatar

Author: Chimicamo

Share This Post On