Determinazione del ferro (II) con bicromato

La determinazione quantitativa del ferro (II) può essere ottenuta tramite titolazione ossidimetrica.

Un tipo di titolazione è quella permanganometrica in cui si utilizza lo ione permanganato che è, tra gli agenti ossidanti, il più usato in quanto ha un potenziale normale di riduzione tanto elevato da determinare reazioni quantitative con la maggior parte dei riducenti ed inoltre non richiede l’uso di indicatori in quanto lo stesso permanganato funge anche da indicatore.

La permanganometria, tuttavia, presenta alcuni limiti quali la scarsa selettività nei confronti di sostanze riducenti e l’intensa colorazione della soluzione che ne impedisce una accurata lettura del menisco.

Il ferro (II) può essere determinato quindi utilizzando, quale ossidante, il bicromato di potassio che, pur avendo un potenziale normale di riduzione inferiore a quello del permanganato presenta diversi vantaggi.

Il permanganato infatti non è, contrariamente al bicromato di potassio, una sostanza madre e quindi la soluzione di permanganato richiede una standardizzazione ed inoltre il permanganato va preparato di fresco non avendo una grande stabilità.

La semireazione di riduzione del bicromato è:

Cr2O72- + 14 H+ + 6 e → 2 Cr3+ + 7 H2O a cui è associato un potenziale normale di riduzione E° pari a + 1.33 V

La semireazione di ossidazione del ferro (II) è:

Fe2+ → Fe3+ + 1 e a cui è associato un potenziale normale di ossidazione E° pari a – 0.77 V

La reazione complessiva:

Cr2O72- + 6 Fe2+ +14 H+ → 2 Cr3+ + 6 Fe3+ + 7 H2O

ha quindi un potenziale complessivo E° pari a + 1.33 – 0.77 = + 0.56 V

Contrariamente alle titolazioni permanganometriche la titolazione con il bicromato richiede un indicatore redox che può essere la difenilammina, la difenilbenzidina e il difenilammina solfonato di sodio il cui cambiamento di colore avviene tra il verde e il viola.

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Author: Chimicamo

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