Biochimica

Vitamina D: proprietà, fonti alimentari

il 22 Gennaio 2022

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La vitamina D detta anche calciferolo è una vitamina liposolubile che esiste in due forme: D2 nota come ergocalciferolo presente nelle piante e D3 nota come colecalciferolo presente nei tessuti animali.

Le strutture della vitamina D2 e D3 sono rappresentate in figura

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struttura

Entrambe le forme sono ben assorbite nell’intestino tenue. L’assorbimento avviene per semplice diffusione passiva e tramite un meccanismo che coinvolge proteine ​​trasportatrici della membrana intestinale

Vi sono poi la vitamina D1 che è un composto molecolare di ergocalciferolo con lumisterolo in un rapporto 1:1,la vitamina D4 nota come 22-diidroergocalciferolo e la vitamina D5 sitocalciferolo.

Proprietà della vitamina D

Favorisce l’assorbimento del calcio nell’intestino e mantiene adeguate concentrazioni sieriche di calcio e fosfato per consentire la normale mineralizzazione ossea e prevenire la tetania ipocalcemica.

È anche necessaria per la crescita ossea e il rimodellamento osseo da parte di osteoblasti e osteoclasti. Infatti senza una quantità sufficiente, le ossa possono diventare sottili, fragili o deformi. Ha altri ruoli nel corpo, tra cui la riduzione dell’infiammazione e la modulazione di processi quali la crescita cellulare, la funzione neuromuscolare e immunitaria e il metabolismo del glucosio

Fonti

È presente in pochi alimenti tra cui:

  • olio di fegato di merluzzo
  • alcuni pesci come salmone, sgombro, aringa e sardine
  • latte e derivati
  • uova, fegato
  • verdure a foglia verde

Viene aggiunta anche al latte artificiale, alcuni cereali per la colazione e creme spalmabili. È inoltre presente in alcuni integratori alimentari.

Tuttavia essa è prodotta nella pelle a seguito di esposizione alla luce solare. La reazione ha come precursore il 7-deidrocolesterolo che funge, nel plasma, come precursore del colesterolo, per poi essere convertito in colecalciferolo nella pelle. La sintesi di vitamina D indotta dal sole è fortemente influenzata dalla stagione, dall’ora del giorno, dalla latitudine, dall’altitudine, dall’inquinamento atmosferico, dalla pigmentazione della pelle, dall’uso di filtri solari, dal passaggio attraverso vetro e plastica e dall’invecchiamento

sintesi
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Durante l’esposizione alla luce solare, le radiazioni solari con lunghezze d’onda di 290-315 nm penetrano nella pelle e vengono assorbite da proteine, DNA e RNA nonché dal 7-deidrocolesterolo. La maggior parte di questa radiazione UVB viene assorbita nell’epidermide e di conseguenza, quando esposti alla luce solare, la maggior parte della vitamina D3 prodotta nella pelle viene prodotta nelle cellule viventi dell’epidermide.

Questo è il motivo per cui dopo l’esposizione alla luce solare la vitamina D3 rimane nella pelle anche quando la pelle viene lavata con acqua e sapone immediatamente dopo l’esposizione alla luce solare

La vitamina D raggiunge il fegato ed è convertita in calcidiolo, che a sua volta è convertito nella forma attiva della vitamina D, chiamata calcitriolo. Una volta che quest’ultimo raggiunge i reni, è rilasciato in circolazione è attiva le proteine ​​coinvolte nell’assorbimento del calcio nell’intestino.

Storia

Il rachitismo è una patologia tipica dell’età pediatrica che ha colpito per secoli un numero enorme di bambini di cui non si conosceva la causa.

Solo nel 1890 il medico missionario Theobald Palm suggerì che il rachitismo che affliggeva le aree urbane dell’Europa settentrionale fosse causato dalla mancanza di luce solare.

Nel 1921 i ricercatori statunitensi Elmer McCollum e Marguerite Davis proposero che l’olio di fegato di merluzzo contenesse un cosiddetto fattore alimentare accessorio che denominarono vitamina D. I chimici rivolsero la loro attenzione all’isolamento della vitamina dagli alimenti che ne sono ricchi, come burro, pesce grasso e uova, con l’obiettivo di determinarne la struttura molecolare.

Alla fine degli anni ’20, il lavoro di Ian Heilbron, dell’Università di Liverpool, e di Adolf Windaus, dell’Università di Goettinge scoprirono che la vitamina è in realtà una famiglia di cinque diversi composti steroidei. Nello stesso periodo biochimico Harry Steenbock dimostrò che l’irradiazione di molti alimenti aumentava il loro contenuto di vitamina D e brevettò questo metodo per arricchirne gli alimenti.

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