Tipi di proteine
Tra i tipi di proteine che sono molecole biologiche fondamentali vi sono nucleoproteine, fosfoproteine, selenoproteine, flavoproteine, apolipoproteine, glicoproteine, lipoproteine e metalloproteine
Le proteine sono polimeri i cui monomeri sono costituiti dai venti diversi tipi di amminoacidi presenti in natura. Gli amminoacidi sono composti che contengono nella loro molecola sia il gruppo carbossilico โCOOH che il gruppo amminico โNH2 , basico.
Entrambi questi gruppi funzionali sono legati a un carbonio, chiamato carbonio-ฮฑ. A questo carbonio, sono legati, inoltre, un atomo di idrogeno e un gruppo denominato genericamente R. Questo, essendo diverso nei 20 amminoacidi, ci consente di differenziarli. Durante la sintesi proteica, un amminoacido lega il suo gruppo carbossilico con quello amminico di un altro amminoacido, formando il legame peptidico con eliminazione di acqua come si puรฒ vedere in figura:
Nonostante gli amminoacidi siano solo 20, la varietร di proteine รจ elevatissima, in quanto gli amminoacidi si combinano tra loro in sequenze e quantitร diverse.ย Le proteine rappresentano una classe di composti molto versatile e di grande interesse biologico.
Funzioni e tipi di proteine
Esse, a seconda dei casi:
Hanno una funzione strutturale in quanto concorrono a formare lโimpalcatura del corpo; ad esempio il collagene รจ il principale componente fibroso delle ossa, dei tendini, della pelle, delle cartilagini, dei denti; i capelli e le unghie sono costituiti da ฮฑ-cheratina;
Svolgono funzione catalitica: gli enzimi, infatti, indispensabili catalizzatori biologici sono costituiti da proteine
Fungono da mezzo di trasporto di altre molecole: nel sangue, ad esempio, lโossigeno viene trasportato dallโemoglobina
Provocano il movimento: ad esempio la contrazione muscolare รจ resa possibile da due proteine ovvero dallโactina e dalla miosina
Hanno compiti protettivi: gli anticorpi, come le immunoglobuline che sono i piรน importanti mezzi di difesa dellโorganismo sono costituiti da proteine
Concorrono al sistema endocrino: vari ormoni, tra cui lโinsulina sono costituiti da proteine
Fungono da riserva di sostanze nutritive: ad esempio lโovoalbumina del bianco dโuovo e la caseina presente nel latte sono costituiti da proteine
Rappresentano un sistema di controllo del pH del sangue perchรฉ limitano le eccessive variazioni di ioni H+ dovute al metabolismo cellulare
Le proteine esplicano le loro specifiche funzioni grazie alla loro forma che dipende dalla successione di amminoacidi, dai ripiegamenti della catena proteica e dalla sua organizzazione nello spazio.
Struttura
In tali macromolecole si possono individuare successivi livelli di organizzazione denominati: struttura primaria, secondaria, terziaria e quaternaria.
Struttura primaria
La pura e semplice successione degli amminoacidi costituisce la struttura primaria della proteina. La struttura primaria, cioรจ tipo e sequenza degli amminoacidi, condiziona la configurazione spaziale e la forma globale della molecola, dalle quali dipendono le proprietร biologiche.
Struttura secondaria
Lโavvolgimento a spirale, o la disposizione regolare di tratti piรน o meno lunghi della catena proteica costituiscono la struttura secondaria della proteina. Questo livello di organizzazione รจ una conseguenza dei legami a idrogeno tra gli amminoacidi appartenenti a una stessa catena, o tra gli amminoacidi di catene diverse. Due tipi di struttura secondaria delle proteine sono lโฮฑ-elica e il ฮฒ-foglietto
Tra lโatomo di idrogeno legato allโazoto di ogni legame peptidico e lโossigeno del gruppo โC=O del legame peptidico sovrastante (che si trova a distanza di quattro amminoacidi lungo la catena) si instaura un legame a idrogeno. Lโeffetto stabilizzante dei molti legami a idrogeno che sono presenti nella proteina รจ la causa principale dellโesistenza di tale tipo di struttura.
Tuttavia se gli amminoacidi che si succedono lungo un tratto di catena proteica hanno gruppi R voluminosi, come avviene nella prolina, o gruppi R dotati della stessa carica elettrica, come avviene negli amminoacidi lisina e arginina, lโฮฑ-elica non puรฒ formarsi, a causa delle forze di repulsione che si generano tra i gruppi R.
In definitiva, insieme alla struttura primaria, una proteina puรฒ assumere una struttura di lโฮฑ-elica, che puรฒ essere prevalente o presente in certi tratti, oppure non puรฒ assumerla affatto. Le lโฮฑ-cheratine, proteine che costituiscono i capelli, la lana e le unghie, hanno come struttura prevalente proprio quella dellโ lโฮฑ-elica.
Lโelasticitร della lana e dei capelli dipende proprio da questa forma delle loro molecole. Infatti, se tiriamo per i due estremi una fibra di lana, la fibra si allunga perchรฉ si rompono i legami a idrogeno e le spire dellโ lโฮฑ-elica si allontanano lโuna dallโaltra; se la lasciamo andare la fibra si riaccorcia perchรฉ si riformano i legami a idrogeno.
Nella strutturaย ฮฒ-foglietto si ha una disposizione di catene proteiche lโuna accanto allโaltra. Ciascuna delle catene รจ totalmente estesa e presenta una conformazione a zig-zag, dovuta alla geometria dei legami attorno a ciascun atomo di carbonio e di azoto nella catena. In questo caso, i legami a idrogeno si formano tra gli amminoacidi di due catene adiacenti.
La ฮฒ-cheratina, proteina che costituisce la seta, ha fondamentalmente questa struttura. Le proteine dotate di questa struttura non possono essere allungate ulteriormente, senza che si rompano i legami covalenti della loro catena. Per questo motivo la seta, a differenza della lana non รจ elastica.
Struttura terziaria
Esistono proteine la cui molecola ha una forma globulare che รจ il risultato di ulteriori ripiegamenti della catena proteica, compresi tratti di catena che giร possiedono una loro struttura secondaria. Questo terzo livello di organizzazione รจ la struttura terziaria della proteina. Che si puรฒ vedere in figura:
La struttura terziaria di una proteina รจ la conseguenza di interazioni attrattive tra i gruppi R di amminoacidi anche molto distanti tra loro nella sequenza della struttura primaria della proteina.
A stabilizzare la struttura terziaria della proteina possono concorrere quattro tipi di forze:
- Interazioni idrofobe o idrofile: nell’ambiente acquoso della cellula, i gruppi R non polari, idrofobi, della molecola proteica tendono a raggrupparsi all’interno della proteina, in modo da ridurre al minimo i contatti con le molecole dโacqua che la circondano. Invece, i gruppi polari, idrofili, tendono a disporsi verso lโesterno della proteina a contatto con lโacqua
- Attrazioni ioniche: si instaurano in genere tra due gruppi, come โNH3+ e โCOO–, lโuno carico positivamente e lโaltro negativamente, dei gruppi R di due diversi amminoacidi
- Legami idrogeno: derivano dall’attrazione tra gruppi R o si instaurano tra gruppi peptidici come nel caso delle strutture ฮฑ e ฮฒ.
- Ponti disolfuro: si formano tra gruppi โSH di due molecole dellโamminoacido cisteina; in seguito a una reazione di ossidazione, i due gruppi โSH perdono i rispettivi atomi di idrogeno e si legano tra loro mediante un legame covalente โS-S-ย come si puรฒ vedere in figura:
Struttura quaternaria
Alcuni tipi di proteine sono formate da piรน di una catena di amminoacidi. Le catene possono essere uguali fra loro, o anche diverse. La disposizione reciproca delle varie catene che compongono una proteina di questo tipo costituisce la struttura quaternaria della proteina.
Le interazioni possono essereย legami deboli ย comeย legame a idrogeno ย e forze di Van der Waals, oppure forti ossia ionico ย o covalente. Una proteina con struttura quaternaria รจ lโemoglobina. Essa รจ costituita da quattro catene proteiche, a due a due uguali, denotate rispettivamente dalle lettere ฮฑ e ฮฒ.
Ognuna di queste catene contiene un gruppo eme, cioรจ una struttura ciclica, chiamata anello porfirinico, con al centro uno ione Fe2+ ; a questo ione si lega una molecola di ossigeno, che viene trasportata dai polmoni alle cellule del corpo.
Nucleoproteine
Le nucleoproteine โโsono quei tipi di proteine โโassociate agli acidi nucleici, ai ribosomi e alle lipoproteine spesso utilizzate per il trasporto di lipidi e proteine.
Possono svolgere ruoli funzionali come enzimi, o strutturali, come con gli istoni nella formazione della cromatina. In esse il contenuto di acidi nucleici โโpuรฒ variare dal 31 al 66%.
Tra i tipici esempi vi sono โโ i ribosomi, i nucleosomi e le proteine โโdel nucleocapside virale. Sono sintetizzate nel citosol delle cellule infattiย quando la soluzione proteica รจ miscelata con una soluzione nucleica, il componente dell’acido fosforico presente nell’acido nucleico รจ combinato con i gruppi ammonio caricati positivamente della proteina per formare un complesso proteina-acido nucleico
Struttura delle nucleoproteine
Le tecniche per rilevare le strutture delle nucleoproteine โโincludono la diffrazione dei raggi X , la risonanza magnetica nucleare e la microscopia crioelettronica in cui il campione รจ studiato a temperature criogeniche, generalmente alle temperature dell’azoto liquido.
La parte proteica รจ costituita da protammine ovvero proteine nucleari molto basiche per l’alto contenuto di arginina o istoni ovvero proteine basiche che costituiscono la componente strutturale della cromatina legate a DNA o RNA
Tra i tipi di proteine vi sono leย nucleoproteine, ย complesso facilmente dissociabile la cui integritร รจ governata tra l’altro dal pH del suo mezzo, dalla concentrazione e dalla natura dei sali presenti.
Deossiribonucleoproteine
Le deossiribonucleoproteine sono tipi di proteine costituite da DNA e istoni in un rapporto di circa 1:1 e proteine โโnon istoniche, che insieme formano i cromosomi di qualsiasi organismo eucariotico. Un esempio รจ costituito dai nucleosomi, complessi in cui il DNA genomico รจ avvolto attorno a gruppi di otto proteine โโistoniche nei nuclei delle cellule eucariotiche per formare la cromatina. Durante la spermatogenesi le protamine sostituiscono gli istoni.ย Le deossi ribonucleoproteine โโpiรน diffuse sono i nucleosomi, in cui il componente รจ il DNA nucleare.ย Sono anche coinvolte nella ricombinazione omologa, processo di riparazione del DNA
Ribonucleoproteine
Le ribonucleoproteine sono tipi di proteine costituite da RNA e proteine presenti nel nucleo e nel citoplasma che svolgono ruoli chiave in un gran numero di diversi processi cellulari. Hanno funzioni che includono la trascrizione, la traduzione, la regolazione dell’espressione genica e la regolazione del metabolismo dell’RNA
Un esempio รจ costituito dalla telomerasi enzima che aggiunge sequenze ripetitive di DNA non codificante al terminale 3′ dei filamenti di DNA nelle regioni dei telomeri. Un altro esempio รจ costituito dai ribosomi responsabili della sintesi proteica la cui funzione รจ quella di leggere le informazioni contenute nella catena di RNA messaggero.
Proteine โโdel nucleocapside virale
Il nucleocapside (N) รจ costituito da acido nucleico e capside che, in un virus, costituisceย la struttura proteica che racchiude l’acido nucleico del virus e lo protegge dall’ambiente esterno.
Il COVID-19, identificato in Cina per la prima volta nel gennaio 2020 รจ una patologia infettiva causata dal virus SARS-CoV-2ย che condivide una sostanziale conservazione della sequenza con altre proteine โโโโnucleocapsidiche dei coronavirus. La proteina N svolgeย un ruolo importante nelle prime fasi dell’infezione virale quando il genoma dell’RNA รจ rilasciato per la prima volta nella cellula ospite bersaglio.
Una particella virale di CoV-19 ha un nucleocapside costituito dallโRNA genomico e ricoperto di proteine fosforilate che interagiscono con la membrana virale svolgendo un ruolo importante nel potenziare la replicazione del virus. LโRNA genomico e il nucleocapside sono avvolti da un doppio strato di fosfolipidi in cui sono vi sono diverse proteine che hanno un ruolo fondamentale per lโinfezione e la replicazione ovvero la proteina S, laย proteinaย di membranaย (M), lโemoagglutinina-esterasiย (HE) e laย proteina del rivestimentoย (E). La comprensioneย della struttura delle nucleoproteine, il loro meccanismo di azione e la loro capacitร di replicazione ha consentito agli scienziati di ottenere i vaccini che hanno consentito una forte limitazione alla pandemia
Fosfoproteine
Tra i tipi di proteine vi sono le fosfoproteineโ, polimeri di origine naturale che si trovano sia nel regno animale che vegetale
Come le altre proteine, contengono gruppi idrofili, come โOโ, โCOOH, โOH e โNH. โโDifferiscono notevolmente nel numero e nel tipo di residui di amminoacidi fosforilati. Infatti, un gran numero di proteine โโpuรฒ essere fosforilato su piรน di un residuo amminoacidico da piรน di un tipo di protein-chinasi come la tirosina idrossilasi.
Le protein-chinasi, enzimi appartenenti al gruppo delle chinasi, modificano altre proteine aggiungendo ad esse un gruppo fosfato.
Le fosfoproteine sono caratterizzate dalla presenza di acido fosforico esterificato con gli ossiamminoacidi serina e treonina. Poichรฉย una o due funzioni acide dell’acido fosforico sono libere hanno carattere acido
Le fosfoproteine sono ย solitamente coinvolte nelle vie di trasduzione del segnale che sono alla base di molti processi cellulari.
Costituiscono esempi la caseina, la sinapsina e la fosvitina
Caseina
ร la prima fosfoproteina ad essere scoperta nel 1883 e l’enzima responsabile della sua fosforilazione รจ stato identificato solo 130 anni dopo, nel 2012
La caseina รจ la componente proteica piรน importante del latte, sia quantitativamente che nutrizionalmente, rappresentando circa l’80% dell’azoto totale del latte.
ร ย una fonte molto ricca di amminoacidi essenziali , con l’unica possibile eccezione della cisteina. La caseina รจ una miscela di fosfoproteine โโdi diverso peso molecolare. ร un colloide liofilo simile all’albumina e alla gelatina
Le frazioni di caseina sono organizzate in aggregati micellari che contengono anche cationi bivalenti come Ca2+ e Mg2+ . Questa struttura consente una dispersione altamente stabile di frazioni idrofobiche in uno stato colloidale mediante l’azione di legami idrofili.
Sinapsina
Le sinapsine sono una famiglia di fosfoproteine โโ che si trovano in quasi tutte le sinapsi del sistema nervoso. Sono state le prime proteine โโpresinaptiche ad essere identificate e sono anche le piรน abbondanti sulle vescicole sinaptiche. Poichรฉ sono coinvolte nella sinaptogenesi e nella plasticitร neuronale la loro alterazione puรฒ causare disturbi neurologici come il morbo di Alzheimer l’epilessia, la schizofrenia, la sclerosi multipla e il disturbo dello spettro autistico
Fosvitina
La fosvitina รจ una delle fosfoproteine โโdel tuorlo d’uovo conosciute per essere la proteina piรน fosforilata che si trova in natura. ร costituita da 217 residui di amminoacidi che comprendono una regione centrale di 99 amminoacidi di cui 80 molecole di serina, raggruppate in sequenze di massimo 14 residui intervallati da arginina, lisina e asparagina.
L’abbondanza relativa di gruppi tra fosfato e serina nella sequenza di amminoacidi della fosvitina conferisce alla proteina una grande porzione idrofila centrale circondata da due piccole parti idrofobiche presenti rispettivamente nellโazoto terminale e nel carbonio terminale. A causa del suo carattere polianionico possiede una proprietร di chelazione dei metalli molto forte e il 95% di Fe nel tuorlo d’uovo รจ complessato insieme alla fosvitina.
Selenoproteine
Tra i tipi di proteine vi sono le selenoproteine che contengono uno o piรน residui dell’amminoacido selenocisteina che รจ un analogo della cisteina in cui un gruppo selenolo sostituisce un gruppo tiolico.
La maggior parte di queste proteine โโcatalizza alcune reazioni di ossidoriduzione a cui partecipa ย il selenolo della selenocisteina presente nel sito attivo del rispettivo enzima. Il vantaggio di avere un selenolo al posto di un tiolo sta nel fatto che conferisce a questi enzimi una maggiore efficienza cinetica.
In alcuni sistemi biologici, le selenoproteine โโpossono anche svolgere un ruolo strutturale a causa della loro capacitร di oligomerizzare le proteine โโattraverso la formazione di diseleniuro o ponti misti disolfuro-seleniuro.
Funzioni
Le selenoproteine โโsono tipi di proteine che agiscono come antiossidanti per la regolazione della tiroide, aumentano la fertilitร maschile e agiscono da antinfiammatori.
Partecipano anche indirettamente al meccanismo di guarigione delle ferite come riduttori dello stress ossidativo. La glutatione perossidasi รจ la principale selenoproteina presente nel corpo umano, che aiuta nel controllo della produzione eccessiva di radicali liberi nel sito dell’infiammazione. Protegge l’organismo dallo stress ossidativo catalizzando la riduzione del perossido di idrogeno, degli idroperossidi lipidici e degli idroperossidi organici in acqua o alcoli corrispondenti.
Oltre alla glutatione perossidasi, altre selenoproteine โโincludono la selenoproteina-S che regola le citochine infiammatorie e la selenoproteina-P che funge da induttore dell’omeostasi.
La loro attivitร โโdipende da un adeguato apporto di selenio dalla dieta e vi sono molte risorse alimentari di selenio di origine vegetale e animale, come cipolla, aglio, carne e frutti di mare.
Glutatione perossidasi
Le glutatione perossidasi (GPxs) sono una famiglia di enzimi appartenenti alla classe delle ossidoreduttasi
Sono enzimi citosolici che catalizzano la riduzione del perossido di idrogeno in acqua e ossigeno, oltre a catalizzare la riduzione dei radicali perossidici.
H2O2 + 2 glutatione โ H2O + glutatione ossidato
La forma ridotta del glutatione GSH e la forma ossidata del glutatione GSSG agiscono insieme ad altri composti redox-attivi come il NADPH per mantenere e regolare lo stato redox cellulare.
Selenoproteina-S
La selenoproteina- S si localizza principalmente sulla membrana del reticolo endoplasmatico e partecipa al trasporto della membrana intracellulare e al mantenimento dei complessi proteici legandoli alla membrana ER.
Selenoproteina-P
ร l’unica selenoproteina eucariotica conosciuta che contiene piรน residui di selenocisteina e presenta il dominio ย terminale e il dominio N terminale.
Essa รจ una glicoproteina che contiene oltre il 50% del contenuto di selenio nel plasma. Anche se la sua funzione non รจ ancora del tutto chiara sembra molto probabile che abbia una funzione come antiossidante extracellulare
Flavoproteine
Le flavoproteine โโsono tipi di proteine โโche contengono uno dei due derivati โโnucleotidici della riboflavina: il flavina adenina dinucleotide (FAD) o il flavina mononucleotide (FMN)
Le flavoproteine โโsono tra i tipi di proteine coinvolte in un’ampia gamma di processi biologici, compresi i processi fondamentali come la fotosintesi, la glicolisi, la bioluminescenza e la riparazione del DNA
Esse โโsono coinvolte nel trasferimento di atomi di idrogeno da un donatore a un accettore. Pertanto, sono essenziali per rimuovere i radicali liberi, che sono coinvolti nello stress ossidativo.
Sono proteine gialle infatti loro nome deriva dal latino flavus che significa giallo. Fungono da enzimi fondamentali per la capacitร delle cellule del corpo di respirare, respirare o utilizzare l’ossigeno catalizzando reazioni di ossidoriduzione.
Il medico tedesco Otto Heinrich Warburg, pioniere nella ricerca sulla respirazione delle cellule, scoprรฌ per primo lโenzima giallo.ย Vinse il Premio Nobel per la medicina nel 1931 “per la sua scoperta della natura e del modo di azione dell’enzima respiratorio”.
Tipi di flavoproteine
Le flavoproteine appartengono alla classe delle ossidoreduttasi e catalizzano determinate reazioni tra esse vi sono:
D-amminoacido ossidasi ย presenta ampia specificitร per D-amminoacidi e catalizza la reazione:
D-amminoacido + H2O + O2 โ 2-ossoacido + NH3 + H2O2
glucosio ossidasi catalizza la seguente reazione:
ฮฒ-D-glucosio + O2โ D-glucono-1,5-lattone + H2O2
glicina ossidasi catalizza le seguenti reazioni:
glicina + H2O + O2 โ gliossilato + NH3 + H2O2
D-alanina + H2O + O2 โ piruvato + NH3 + H2O2
sarcosina + H2O + O2 โ gliossilato + metilammina + H2O2
N-etilglicina + H2O + O2 โ gliossilato + etilammina + H2O2
vanillil-alcol ossidasi catalizza la seguente reazione:
vanillil alcol + O2 โ vanillina + H2O2
La vanillil-alcol ossidasi di Penicillium simplicissimum contiene un FAD legato covalentemente.
nitrogenasi o flavodossina, complesso di due proteine contenenti centri ferro–zolfo e molibdeno catalizza la reazione:
6 flavodossina ridotta + 6 H+ + N2 + n ATP โ 6 flavodossina ossidata + 2 NH3 + n ADP + n fosfato
ferredoxina-NADP+ reduttasi catalizza la seguente reazione:
2 ferredoxina ridotta + NADP+ + H+ โ 2 ferredoxina ossidata + NADPH
Apolipoproteine
Le apolipoproteine sono tipi di proteine che si combinano insieme a trigliceridi, colesterolo e suoi esteri e fosfolipidi.
Le apolipoproteine formano le lipoproteine ovvero macromolecole complesse idrosolubili composte da un componente lipidico idrofobo e da una o piรน proteine โโidrofile specifiche delle quali le apoproteine costituiscono il componente proteico
Questo processo consente la solubilizzazione dei lipidi nel plasma. Pertanto, le lipoproteine โโforniscono un sistema di trasporto per i lipidi.
Funzioni
Sono tipi di proteine importanti non solo nel mantenere l’integritร strutturale delle lipoproteine โโe quindi nel facilitare la solubilizzazione dei lipidi, ma svolgono anche un ruolo importante nel riconoscimento dei recettori lipoproteici e nella regolazione di alcuni enzimi nel metabolismo delle lipoproteine.
Hanno ย la funzione di:
- trasportare e ridistribuire i lipidi a tessuti periferici
- agire come cofattore di alcuni enzimi coinvolti nel metabolismo dei lipidi
- mantenere la struttura e lโintegritร delle lipoproteine.
Le apolipoproteine si distinguono in: apo-A, apo-B, apo-C e apo-E
apo-A
Nelle apo-A vi sono:
apo-A I che รจ il principale componente del colesterolo HDL noto come colesterolo buono. LโHDL รจ un tipo di lipoproteina che trasporta le molecole di colesterolo presenti nel sangue rimuovendo il colesterolo in eccesso e portandolo al fegato dove รจ eliminato
apo-A II che รจ la seconda proteina piรน abbondante tra le particelle di lipoproteina ad alta densitร . Insieme allโapo-A I รจ coinvolta nel trasporto dei lipidi
apo-A IV che รจ uno dei principali componenti proteici dei chilomicroni. ร ย coinvolta in molti processi fisiologici come l’assorbimento e il metabolismo dei lipidi, l’aggregazione piastrinica e l’omeostasi del glucosio
apo-B
Nelle apo-B vi sono:
apo-B 100 che รจ coinvolta nel metabolismo dei lipidi. ร la principale proteina costituente le lipoproteine come le lipoproteine a bassissima densitร (VLDL) e le lipoproteine a bassa densitร (LDL)
apo-B 48 che รจ l’unico marcatore specifico delle particelle di chilomicroni intestinali e trasporta lipidi esogeni derivati โโdagli alimenti al fegato e ai tessuti periferici
apo-C
Nelle apo-C vi sono:
apo-C1, si associa a VLDL e LDL ed la piรน piccola di tutte le apolipoproteine, partecipa al trasporto e al metabolismo dei lipidi.
apo-C2, che รจ una proteina costituita da 79 amminoacidi, di origine epatica, presente nei chilomicroni, VLDL e lipoproteine a densitร intermedia (IDL)
apo-C3, รจ associata anch’essa a VLDL, LDL e chilomicroni e inibisce la lipoproteina lipasi
apo-C4, รจ associata principalmente alle VLDL
apo-D
Lโapo-D una componente della frazione di lipoproteine โโad alta densitร del plasma umano. Prodotta principalmente nel cervello e nei testicoli รจ associato all’enzima lecitina colesterolo aciltransferasi, enzima coinvolto nel metabolismo delle lipoproteine.
apo-E
Favorisce il trasporto dei lipidi nel sangue. Eโ riconosciuta da specifici recettori presenti sulla superficie delle cellule a cui si lega. Tale legame permette l’ingresso dei lipidi all’interno delle cellule
Glicoproteine
Le glicoproteine sono tipi di proteine a cui sono legati carboidrati in modo covalente. Si trovano in tutti gli organismi viventi in forme sia solubili che insolubili con funzioni e proprietร diverse.
Il contenuto di carboidrati nelle glicoproteine varia da meno dell’1% a oltre l’80% della molecola.
I carboidrati legati alle proteine possono essere a volte ramificati e costituiti da:
- Monosaccaridi come glucosio, galattosio, mannosio e xilosio
- Zuccheri contenenti un gruppo amminico come lโ N-acetilglucosammina o lโ N-acetilgalattosammina
- Zuccheri che hanno un gruppo carbossilico come l’acido sialico
La storia delle glicoproteine risale al 1805, quando lo scienziato britannico John Bostock caratterizzรฒ per la prima volta le mucose respiratorie animali. Trovรฒ una sostanza diversa dalle proteine sebbene lโinteresse dei biochimici nei confronti di questa scoperta avvenne dopo circa venti anni.
Classificazione
Sono classificate come:
-glicoproteine tipiche come le immunoglobuline G. In esse il carboidrato รจ costituito da un oligosaccaride con catene ramificate e irregolari costituite da monosaccaridi neutri, basici e acidi
-glicosaminoglicani come lโeparina costituite da sono lunghe catene lineari. Esse sono formate da unitร di disaccaridi che si ripetono alternando un amminosaccaride al posto di un semplice gruppo funzionale idrossilico e un monosaccaride in genere acido
-collageni che rappresentano uno dei principali gruppi di proteine presenti nel regno animale, presenti negli organismi multicellulari che vanno dalle spugne ai mammiferi.
Glicoproteine โโO-Linked e N-Linked
Un altro metodo per classificare le glicoproteine tiene conto del sito di attacco del carboidrato a un amminoacido nella proteina. La glicosilazione รจ una delle piรน comuni modificazioni post traduzionali delle proteine.
Le glicoproteine โโO-Linked sono quelle in cui il carboidrato si lega allโatomo di ossigeno della serina o della treonina
Le glicoproteine N-Linked sono quelle in cui un oligosaccaride ad un atomo di azoto del gruppo amminico dellโasparagina
Funzioni
A causa della grande varietร di glicoproteine esse ย svolgono molte funzioni nel corpo. Tra i molti esempi vi รจ lโFSH (ormone follicolo-stimolante) ย che รจ un eterodimero composto da due glicoproteine. Vi sono poi le ย mucine secrete nel muco delle vie respiratorie e digestive dove possono trattenere l’acqua, consentendo cosรฌ al muco di fungere da lubrificante efficace. Un altro esempio รจ dato dallโeritropoietina ormone prodotto principalmente a livello renale e, in piccola parte, dal fegato. La sua azione รจ di fondamentale importanza per la produzione dei globuli rossi, responsabili del trasporto dellโossigeno dai polmoni verso tutto lโorganismo.
Lipoproteine
Le lipoproteine tipi di proteineย costituite da una parte proteica e da una parte lipidica deputati alla raccolta e al trasporto nel plasma di lipidi.
I lipidi, a causa della loro scarsa solubilitร in ambiente acquoso, non possono circolare liberamente e necessitano di un sistema di trasporto idoneo che รจ costituito dalle lipoproteine dette plasmatiche.
Lipoproteineย plasmatiche
Queste ultime sono tipi di proteine con forma sferica in cui, nello strato esterno vi sono apolipoproteine e fosfolipidi con i gruppi polari rivolti verso lโesterno mentre allโinterno sono presenti trigliceridi e colesterolo esterificato che, essendo apolari, interagiscono con la parte interna apolare dellโinvolucro fosfolipidico. Le apolipoproteine fungono da componente strutturale, da leganti per i recettori e da cofattori per gli enzimi
Classificazione
Le lipoproteine, che differiscono nella composizione di apolipoproteine e lipidi sono abitualmente classificate sulla base della loro densitร .
- Chilomicroni che hanno la minore densitร e dimensioni maggiori e raccolgono i trigliceridi e il colesterolo assunti negli alimenti a livello dellโintestino tenue
Vi sono poi lipoproteine a
- ย densitร molto bassa VLDL vengono secrete nel fegato e contengono una notevole quantitร di trigliceridi, colesterolo libero ed esterificato, fosfolipidi e proteine
- bassa densitร LDL comunemente note come โcolesterolo cattivoโ che trasportano colesterolo, colesterolo esterificato e trigliceridi nelle pareti delle arterie. Una elevata presenza di LDL nel sangue dovuta a fattori genetici o a una alimentazione eccessiva o poco sana, aumenta la quantitร e lo spessore delle placche aterosclerotiche che poi portano a patologie quali aterosclerosi. L’otturazione delle arterie causata da queste placche porta poi frequentemente a degli infarti di tipo cardiaco o cerebrale
- densitร intermedia IDL si formano dalla degradazione delle VLDL e contengono prevalentemente colesterolo esterificato e trigliceridi. Nonostante il nome le IDL hanno densitร intermedia tra le LDL e le VLDL. Come le LDL possono dar luogo alla formazione di placche aterosclerotiche.
- ย alta densitร HDL comunemente note come โcolesterolo buonoโ. Esso รจ in grado di rimuovere il colesterolo presente nelle placche aterosclerotiche e trasportarlo al fegato. Sono le lipoproteine piรน piccole e a maggiore densitร e contengono il maggior rapporto tra proteine e lipidi.
Colesterolo
Quando sono effettuate le analisi cliniche uno dei parametri รจ il colesterolo totale. Esso รจ dato dalla somma delle quantitร di LDL e di HDL riscontrate nel sangue
Un elevato valore di HDL costituisce un fattore di rischio per le patologie cardiovascolari. Tuttavia bisogna tener presente oltre al il valore di colesterolo totale anche il rapporto LDL/HDL che dovrebbe essere inferiore a 3. Infatti anche se il valore di colesterolo totale rientra nella norma ma la quantitร di HDL รจ elevata ovvero il rapporto LDL/HDL รจ maggiore di 3 rimane comunque elevato il rischio di patologie che diventa ancora maggiore se sono presenti anche elevate quantitร di trigliceridi.
Metalloproteine
Le metalloproteine sono tipi di proteine contenenti uno o piรน ioni metallici uguali o diversi come ferritina, emoglobina e mioglobina
Lโassociazione dei metalli con le proteine fu riconosciuta fin da quando le proteine iniziarono ad essere individuate chimicamente.
Ad esempio, giร nel XIX secolo era stata accertata la presenza di rame nella emocianina dei molluschi e del ferro nella emoglobina dei cani. Successivamente fu scoperto che i metalli partecipano al trasporto di ossigeno e alla catalisi enzimatica.
Il 1950 costituisce una data importante per lo studio delle metalloproteine infatti fu indagata per la prima volta la struttura di una proteina tramite la tecnica dei raggi X che rivelรฒ la presenza di un metallo.
Attualmente si stima che circa la metร delle proteine naturali contengano un metallo. I siti in cui sono presenti i metalli sono i responsabili dellโazione catalitica di processi biologici importanti quali, ad esempio, la fotosintesi clorofilliana e la respirazione. Nelle metalloproteine lo ione metallico รจ usualmente coordinato ad atomi di azoto, ossigeno e zolfo.
I complessi dei metalli con le proteine sono classificati come metalloproteine o complessi metallo-proteina in base alla stabilitร termodinamica dei loro aggregati.
Gli atomi metallici sono cosรฌ fortementeย legati da non essere allontanati dalla proteina durante i processi di isolamento e purificazione della proteina presentando una costante di associazione > 105. Quando il metallo รจ legato debolmente la sua associazione alla proteina รจ biologicamente e chimicamente meno importante e a tali composti viene dato il nome di metallo-proteina.
Funzioni enzimatiche
Quando la metalloproteina contiene un metallo cataliticamente attivo, lโassociazione di un particolare metallo con lโapoenzima ovvero lโenzima senza metallo suggerisce un ruolo biologico ย specifico per il metallo nel sistema.
Infatti, dializzando, per esempio, un metalloenzima con leganti specifici si riesce a sequestrare il metallo e lโapoenzima rimasto non ha piรน attivitร catalitica. Talvolta in questo processo lโapoenzima si modifica strutturalmente in maniera irreversibile e, aggiungendo nuovamente lo ione metallico, non si instaura nuovamente la funzione catalitica.
Altre volte basta aggiungere un sale dellโappropriato metallo alla soluzione contenente lโapoenzima per riottenere il metalloenzima. Spesso รจ possibile rimpiazzare lo ione โnativoโ di un metalloenzima con altri ioni ottenendo cosรฌ un altro metalloenzima ancora cataliticamente attivo. Ciรฒ accade, in particolare, per sostituzione dello zinco (II) nativo con Co(II) come nel caso della carbossipeptidasi, anidrasi carbonica e le deidrogenasi alcolica, malica ecc.
Questi due ioni in effetti sono molto simili dal punto di vista della chimica di coordinazione, in quanto hanno dimensioni e costanti di stabilitร simili e la stessa preferenza per le coordinazioni tetraedrica, ottaedrica e pentacoordinata nellโordine. Lo ione metallico puรฒ essere sostituito anche in metalloproteine enzimaticamente non attive senza apparenti cambiamenti.
Gruppi donatori
Un problema di fondamentale importanza in bioinorganica รจ quello di individuare i gruppi donatori della proteina e la geometria intorno al metallo per comprendere al meglio il ruolo del metallo nel processo enzimatico. I metalli delle metalloproteine possono partecipare al trasporto di ossigeno e nellโattivazione di uno zimogeno ovvero di un precursore inattivo di un enzima.
Per esempio ferro e rame possono agire come trasportatori di ossigenoย rispettivamente nelle emeritrine, pigmenti respiratori, e nella emocianina, proteina utilizzata da artropodi e molluschi come proteina respiratoria contenente due atomi di rame che sono in grado di legare reversibilmente una molecola di O2. Sia questi ioni, sia il molibdeno possono accettare elettroni e trasferirli a un altro gruppo come nel caso delle ferrodossine, dei cuproenzimi e delle metalloflavoproteine. Le transferrine e le conalbumine trasportano ferro.
Attivitร enzimatica
I meccanismi dellโattivitร enzimatica del metallo si esplicano:
1)ย ย ย ย ย Nel legare substrati, cofattori o ambedue
2)ย ย ย ย ย Nellโattivazione del complesso enzima-substrato una volta formato
3)ย ย ย ย ย Nel mantenimento della struttura quaternaria, terziaria o secondaria delle proteine
4)ย ย ย ย ย Nel trasferimento di elettroni in processi ossidativi
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il 26 Febbraio 2023