Sfingosina: sintesi
La sfingosina è un amminoalcol chirale che presenta un sito di insaturazione il cui nome I.U.P.A.C. è trans-D-eritro-2-ammino-4-ottadecen-1,3-diolo.
Costituisce una parte primaria degli sfingolipidi, una classe di lipidi della membrana cellulare come la sfingomielina che è un fosfolipide
È una specie presente in tutte le membrane cellulari animali e anche in molte cellule vegetali svolgendo un ruolo importante in vari processi biologici complessi come il riconoscimento cellulare, la crescita e lo sviluppo.
La sfingosina e la ceramide sono intermedi nelle vie biosintetiche e degradative degli sfingolipidi. Nelle cellule possono essere metabolizzati in sfingolipidi più complessi o degradati e l’entità del metabolismo differisce tra i tipi di cellule.
Sintesi
La sfingosina è un intermedio della sintesi degli sfingolipidi che derivano dalla l -serina e da un acido grasso che insieme definiscono una base “sfingoide”, detta anche base a catena lunga (LCB). Le piante e i lieviti producono una base sfingoide, la fitosfingosina, che contiene un idrossile C4.

Il percorso de novo inizia con la serina palmitoiltransferasi, che catalizza la condensazione decarbossilativa, di tipo Claisen, della l -serina con palmitoil coenzima-A (palmitoil-CoA) per formare 3-chetosfinganina. Quest’ultima, grazie all’azione della 3-deidrosfinganina reduttasi (KDSR) si trasforma in sfinganina.
La sfinganina formata, può seguire due vie delle quali in una, si forma grazie alla diidroceramide sintasi, la diidroceramide che si trasforma, per azione dell’enzima ceramide desaturasi, in ceramide da cui si ottiene la sfingosina
Sfingosina-1-fosfato
Le sfingosine chinasi ATP-dipendenti (SphK 1 o 2), enzimi appartenenti alla classe delle transferasi catalizzano reazioni di fosforilazione. Grazie a questi enzimi si ha il trasferimento del γ-fosfato da una molecola di ATP sul gruppo idrossile C1 della sfingosina per formare la

sfingosina-1-fosfato (S1P).
Quest’ultima svolge un ruolo fondamentale nella regolazione di molti processi cellulari importanti per la salute e la malattia. La S1P è una molecola di segnalazione che regola la crescita cellulare e sopprime l’apoptosi. Agisce attraverso una famiglia di recettori sulla superficie cellulare che sono fondamentali per la migrazione delle cellule immunitarie in tutto il corpo. Inoltre modula la proliferazione cellulare , la sopravvivenza e la migrazione
Funzioni
La sfingosina prende parte alla regolazione della proliferazione cellulare e dell’apoptosi, due processi fondamentali che governano l’omeostasi tissutale e agisce come secondo messaggero in risposta a vari segnali di stress cellulare, come danni al DNA o lesioni cellulari.
La sfingosina induce l’apoptosi influenzando l’equilibrio tra proteine pro-apoptotiche e anti-apoptotiche, portando all’attivazione delle caspasi e di altri effettori apoptotici. Inoltre, può regolare la progressione del ciclo cellulare inibendo le chinasi ciclina-dipendenti e inducendo l’espressione di inibitori del ciclo cellulare.
La sfingosina e i suoi derivati sono essenziali per il controllo delle reazioni infiammatorie e del funzionamento delle cellule immunitarie. È stato dimostrato che la S1P controlla il movimento delle cellule immunitarie come linfociti, monociti e cellule dendritiche. Il comportamento e le capacità delle cellule immunitarie sono fortemente influenzati dall’equilibrio tra i livelli di sfingosina e S1P nei tessuti.
Nell’infiammazione, agisce come mediatore pro-infiammatorio, promuovendo il reclutamento e l’attivazione delle cellule immunitarie nel sito dell’infiammazione.
La S1P esercita effetti antinfiammatori promuovendo l’uscita delle cellule immunitarie dagli organi linfoidi e smorzando la risposta infiammatoria. La disregolazione della segnalazione degli sfingolipidi è stata associata a malattie autoimmuni e patologie correlate all’infiammazione, rendendo la sfingosina un bersaglio interessante per l’intervento terapeutico.
La presenza di sfingosina nel sistema nervoso suggerisce il suo coinvolgimento nella funzione neurologica. Studi hanno dimostrato la sua partecipazione alla sopravvivenza neuronale, alla trasmissione sinaptica e alla plasticità sinaptica.
Il metabolismo della sfingosina è strettamente collegato alla funzione dei neurotrasmettitori, come il glutammato e la dopamina, che sono essenziali per una corretta comunicazione neuronale.
Inoltre, è stato scoperto che influenza la differenziazione e la migrazione delle cellule staminali neurali durante lo sviluppo del cervello. La disregolazione del metabolismo degli sfingolipidi è stata collegata a disturbi neurodegenerativi come l’Alzheimer e il Parkinson, sottolineando l’importanza di comprendere il ruolo della sfingosina nel mantenimento della salute neurale.
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il 24 Febbraio 2022