Macrolidi
I macrolidi, una nota classe di antibiotici ad ampio spettro, furono scoperti negli anni โ50 in seguito allโisolamento dellโeritromicina dallo Streptomyces erythreus, un batterio appartenente al genere degli Actinomiceti. Questi microrganismi del suolo, noti per la loro capacitร di produrre unโampia varietร di composti bioattivi, rappresentano una delle principali fonti naturali di antibiotici.
Il termine โmacrolideโ fu coniato nel 1957 dal chimico statunitense R. B. Woodward, come abbreviazione di โglicoside macrolattoneโ, per descrivere una classe di molecole caratterizzate da un anello lattonico macrociclico (di solito a 14, 15 o 16 atomi di carbonio) a cui sono legati uno o piรน residui di zuccheri, spesso desossizuccheri. Tale struttura รจ fondamentale per le loro proprietร chimiche e biologiche, in particolare per lโattivitร antimicrobica.
Nel corso del tempo, lโuso del termine si รจ esteso a includere anche macrolattoni privi di zuccheri o di attivitร antibiotica, e persino composti di origine non microbica, accomunati dalla medesima struttura ad anello. Oggi, quindi, il termine โmacrolideโ abbraccia migliaia di molecole naturali o semisintetiche con una grande varietร di attivitร farmacologiche, che vanno da quella antibatterica a quella immunosoppressiva, antielmintica e antitumorale.
La produzione naturale dei macrolidi รจ tipica di batteri appartenenti allโordine Actinomycetales, un gruppo di Gram-positivi filamentosi che formano miceli e spore. Tra i generi piรน noti si annoverano Streptomyces, Micromonospora, Saccharopolyspora e Actinoplanes, ognuno dei quali รจ in grado di sintetizzare differenti macrolidi con specifiche proprietร chimiche e terapeutiche.
Struttura chimica e caratteristiche generali
Gli antibiotici macrolidi sono caratterizzati dalla presenza di un grande anello macrolattone composto da 12 a 16 atomi, che costituisce lโelemento strutturale distintivo di questa classe. A tale anello sono legati, tramite legami glicosidici, uno o piรน zuccheri, in genere zuccheri amminici come la desosamina o la cladinosa, fondamentali per lโattivitร biologica e per le interazioni con il bersaglio batterico.

Lโanello lattonico puรฒ presentare diverse sostituzioni chimiche, che determinano le proprietร specifiche dei vari macrolidi. Nei macrolidi a 12 atomi รจ presente un chetone in posizione C7, mentre nei macrolidi a 14 atomi, come lโeritromicina, il chetone si trova in posizione C9. I macrolidi a 16 atomi, invece, possiedono generalmente un gruppo aldeidico, mentre lโunico composto noto con anello a 15 atomi, lโazitromicina, si distingue per la presenza di un gruppo amminico terziario introdotto nella struttura macrociclica.
Sullโanello lattonico si trovano inoltre gruppi idrossilici e alchilici, che contribuiscono alla solubilitร , stabilitร e affinitร per il bersaglio ribosomiale. Queste variazioni strutturali, anche minime, possono modificare in modo significativo la stabilitร in ambiente acido, la biodisponibilitร e lo spettro dโazione dellโantibiotico, motivo per cui molti macrolidi moderni sono semisintetici e derivano da modifiche razionali della struttura originaria dellโeritromicina.
Meccanismo dโazione dei macrolidi
I macrolidi agiscono principalmente inibendo la sintesi proteica batterica. Il loro meccanismo dโazione si basa sulla capacitร di legarsi in modo reversibile alla subunitร ribosomiale 50S dei batteri, interferendo con la traduzione dellโmRNA e bloccando la formazione della catena peptidica in crescita.

Una volta che il macrolide si lega al ribosoma, impedisce allโenzima peptidiltransferasi di aggiungere nuovi amminoacidi legati al tRNA, interrompendo cosรฌ la produzione di proteine essenziali per la sopravvivenza e la crescita della cellula batterica. Poichรฉ la struttura ribosomiale รจ altamente conservata nella maggior parte dei microrganismi, i macrolidi presentano un ampio spettro dโazione, efficace soprattutto contro batteri Gram-positivi e alcuni Gram-negativi.
Dal punto di vista farmacodinamico, i macrolidi sono considerati agenti batteriostatici, poichรฉ inibiscono la crescita ma non necessariamente uccidono i batteri. Tuttavia, a concentrazioni piรน elevate o in condizioni favorevoli, possono esercitare un effetto battericida.
Oltre allโattivitร antibatterica, i macrolidi, in particolare lโazitromicina, manifestano proprietร antinfiammatorie e immunomodulatorie. Questi effetti derivano dalla loro capacitร di interagire con i fosfolipidi di membrana e di modulare i fattori di trascrizione come AP-1 e NF-ฮบB, coinvolti nella regolazione delle citochine infiammatorie.
A livello cellulare, tali interazioni determinano alterazioni funzionali nei macrofagi, tra cui lโinibizione della fagocitosi, la modulazione del trasporto intracellulare e la regolazione dellโespressione dei recettori di superficie. Nel complesso, questi effetti contribuiscono allโazione immunomodulante dei macrolidi, che risulta utile non solo nelle infezioni batteriche, ma anche in patologie infiammatorie croniche delle vie respiratorie.
Principali macrolidi
Lโeritromicina รจ il capostipite dei macrolidi. La sua formula chimica รจ CโโHโโNOโโ e rappresenta il modello strutturale da cui sono derivati numerosi composti semisintetici. ร un antibiotico ad ampio spettro, attivo contro batteri Gram-positivi e alcuni Gram-negativi, oltre che contro patogeni intracellulari come Mycoplasma pneumoniae e Chlamydia trachomatis. Scoperta negli anni โ50, lโeritromicina agisce inibendo la sintesi proteica batterica tramite legame con la subunitร ribosomiale 50S, bloccando la crescita del microrganismo.
Azitromicina

Tra i derivati piรน importanti figura lโazitromicina (CโโHโโNโOโโ), sviluppata dalla Pfizer e commercializzata con il nome Zitromaxยฎ, oltre che da altre aziende farmaceutiche. Lโazitromicina deriva chimicamente dallโeritromicina, ma si distingue per la presenza di un atomo di azoto metil-sostituito incorporato nellโanello lattonico, che lo trasforma in un macrolide a 15 atomi (una sottoclasse chiamata azalidi). Questa modifica migliora la stabilitร acida e riduce il metabolismo epatico, aumentando la biodisponibilitร e prolungando lโemivita del farmaco.
Dal punto di vista terapeutico, lโazitromicina รจ ampiamente utilizzata nel trattamento delle infezioni respiratorie, come la polmonite acquisita in comunitร , e nelle infezioni sessualmente trasmissibili, tra cui la clamidia e la gonorrea. Come gli altri macrolidi, esercita il suo effetto legandosi alla regione 23S dellโrRNA della subunitร ribosomiale 50S, impedendo il passaggio dellโaminoacil-tRNA e lโallungamento della catena polipeptidica.

Claritromicina
Un altro importante membro di questa famiglia รจ la claritromicina (CโโHโโNOโโ), un derivato semisintetico dellโeritromicina con migliore stabilitร in ambiente acido e maggiore attivitร contro Helicobacter pylori, motivo per cui viene spesso impiegata nelle terapie di eradicazione dellโulcera peptica. La claritromicina presenta inoltre una buona penetrazione tissutale e una lunga durata dโazione, caratteristiche che ne facilitano la somministrazione.
Fidaxomicina
Infine, la fidaxomicina (Cโ โHโโClโOโโ) rappresenta un macrolide di nuova generazione, con spettro dโazione ristretto. ร particolarmente attiva contro batteri Gram-positivi, tra cui il Clostridioides difficile, ma non รจ efficace contro i Gram-negativi. A differenza dei classici macrolidi, la fidaxomicina inibisce lโRNA polimerasi batterica, bloccando cosรฌ la trascrizione e la successiva sintesi proteica. La sua azione mirata e la scarsa assorbibilitร sistemica la rendono ideale per il trattamento mirato delle infezioni intestinali.
La tabella che segue presenta un confronto sintetico tra i macrolidi piรน conosciuti, mettendo in evidenza le differenze strutturali e le principali indicazioni terapeutiche, utili per comprendere lโevoluzione di questa classe farmacologica.
Tabella: principali macrolidi, caratteristiche e usi
| Antibiotico | Caratteristiche principali | Uso clinico principale |
| Eritromicina | Primo macrolide scoperto; instabile in ambiente acido | Infezioni delle vie respiratorie, tonsilliti, otiti |
| Claritromicina | Maggiore stabilitร e biodisponibilitร ; metabolita attivo | Infezioni respiratorie, eradicazione di Helicobacter pylori |
| Azitromicina | Ampio spettro e lunga emivita; efficace contro batteri intracellulari | Infezioni respiratorie e genitali (clamidia, micoplasma) |
| Fidaxomicina | Spettro ristretto attivo contro batteri Gram-positivi | Trattamento delle infezioni gastrointestinali da Clostridioides difficile |
Spettro dโazione e usi terapeutici dei macrolidi
I macrolidi possiedono un ampio spettro dโazione antibatterico, sebbene la loro efficacia vari a seconda del composto specifico e delle resistenze sviluppate dai patogeni. In generale, questi antibiotici sono attivi soprattutto contro i batteri Gram-positivi, come Streptococcus pneumoniae, Streptococcus pyogenes e Staphylococcus aureus, ma agiscono anche contro alcuni Gram-negativi, tra cui Haemophilus influenzae, Moraxella catarrhalis e Neisseria gonorrhoeae.
Unโimportante caratteristica dei macrolidi รจ la loro efficacia nei confronti di batteri intracellulari, difficili da raggiungere per molte altre classi antibiotiche. Tra questi figurano Chlamydia trachomatis, Mycoplasma pneumoniae, Legionella pneumophila e Ureaplasma urealyticum, microrganismi responsabili di polmoniti atipiche e infezioni del tratto genitale.
Grazie alla loro buona penetrazione tissutale e alla capacitร di accumularsi nei macrofagi e nei neutrofili, i macrolidi sono impiegati in numerose indicazioni cliniche, tra cui infezioni
–delle vie respiratorie superiori e inferiori, come faringiti, bronchiti e polmoniti.
– cutanee e dei tessuti molli, causate da batteri sensibili.
-urogenitali, comprese clamidiosi, gonorrea e uretriti non gonococciche.
-Otiti medie e sinusiti, specialmente in pazienti allergici alle penicilline.
-Eradicazione dellโHelicobacter pylori, in combinazione con altri farmaci, nei protocolli che includono la claritromicina.
-Infezioni opportunistiche in pazienti immunocompromessi, come quelle causate da Mycobacterium avium complex (MAC).
Oltre al ruolo antimicrobico, alcuni macrolidi, in particolare lโazitromicina e la claritromicina, vengono utilizzati anche per i loro effetti antinfiammatori e immunomodulatori, soprattutto nelle patologie croniche delle vie respiratorie come la bronchite cronica, la bronchiectasia e la fibrosi cistica. In questi casi, i macrolidi contribuiscono a ridurre la produzione di muco e a limitare la risposta infiammatoria nelle mucose respiratorie.
Resistenze e limitazioni dei macrolidi
Lโuso diffuso dei macrolidi nella pratica clinica ha portato, nel tempo, alla comparsa di meccanismi di resistenza batterica che ne riducono lโefficacia terapeutica. Questi meccanismi possono essere intrinseci o acquisiti, e variano in funzione della specie batterica e del tipo di macrolide.
Il principale meccanismo di resistenza รจ la modificazione del sito bersaglio. Alcuni batteri producono metilasi codificate da geni della famiglia erm (erythromycin ribosome methylation), che metilano lโRNA 23S della subunitร ribosomiale 50S, impedendo cosรฌ il corretto legame del farmaco. Questo fenomeno comporta una resistenza crociata non solo verso i macrolidi, ma anche nei confronti di altre classi che condividono lo stesso sito di legame, come le lincosamidi e le streptogramine B (resistenza di tipo MLSB)
Un secondo meccanismo รจ rappresentato dalle pompe di efflusso attive, che espellono lโantibiotico dalla cellula batterica prima che possa esercitare la sua azione. Questo tipo di resistenza รจ particolarmente comune in Streptococcus pneumoniae e Staphylococcus aureus e conferisce livelli moderati di resistenza, ma clinicamente significativi.
Infine, alcuni batteri possono inattivare i macrolidi attraverso enzimi idrolitici o fosfotransferasi, che modificano la struttura chimica del farmaco e ne annullano lโattivitร biologica.
Dal punto di vista clinico, la diffusione di questi meccanismi ha comportato un aumento delle infezioni resistenti ai macrolidi, soprattutto nei patogeni respiratori. Per questo motivo, lโuso di questi antibiotici deve essere attentamente monitorato e guidato da test di sensibilitร .
Tra le limitazioni terapeutiche dei macrolidi si annoverano inoltre la possibile instabilitร in ambiente acido (soprattutto per lโeritromicina), la variabilitร nella biodisponibilitร orale, le interazioni farmacologiche dovute allโinibizione del citocromo P450 (CYP3A4), che puรฒ aumentare la concentrazione plasmatica di altri farmaci (come warfarin, teofillina o digossina) e, in alcuni casi, effetti avversi gastrointestinali dovuti alla stimolazione della motilitร intestinale.
Nuove generazioni e sviluppi dei macrolidi
Con lโaumento dei ceppi batterici resistenti agli antibiotici della classe dei macrolidi, รจ diventato necessario sviluppare derivati piรน efficaci e dotati di migliorata farmacocinetica. Di seguito i principali aspetti evolutivi.
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Seconda generazione: azalidi
Dopo i macrolidi ยซclassiciยป come la Eritromicina, sono stati sviluppati i cosiddetti azalidi (anello a 15 atomi), come Azitromicina. Questi composti presentano una migliore stabilitร in ambiente acido, biodisponibilitร orale piรน elevata e una distribuzione tissutale piรน favorevole.
Tuttavia, pur migliorando alcuni limiti dei macrolidi originari, le azalidi non hanno completamente risolto il problema della resistenza emergente.
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Terza generazione: ketolidi
Per fronteggiare la resistenza, รจ stata sviluppata una nuova sottoclasse: i ketolidi. Ne fanno parte la telitromicina, la solitromicina, la moditromicina e la cetromicina.
Questi sono derivati semisintetici dei macrolidi che hanno una struttura identica ai macrolidi cioรจ lattone a 14-15 atomi di C legati a 2 zuccheri di cui un gruppo basico si protona a pHย fisiologico ma a differenza hanno unย gruppo chetonicoย in posizione 3 che aumenta lo spettro d’azione e la resistenza, e la catena laterale tra C11 e C12 che aumenta affinitร , attivitร e tollerabilitร .
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Sviluppi recenti e piattaforme di sintesi
Negli anni piรน recenti, la ricerca si รจ spostata oltre la semplice modifica semisintetica dei composti giร esistenti. Un articolo recente parla di una vera e propria โrinascita dei macrolidiโ grazie a nuove tecnologie di sintesi totale che permettono di generare biblioteche molecolari di nuovi macrolidi con strutture altamente diversificate.
Questi sviluppi mirano a: aggirare i meccanismi di resistenza giร noti, migliorare i profili di sicurezza, visto che alcuni ketolidi hanno presentato problemi clinici (es. epatotossicitร con Telitromicina) ed espandere lo spettro dโazione verso batteri problematici e sfruttare proprietร non antibiotiche (antinfiammatorie, immunomodulatorie) in modo piรน mirato.
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Sfide e prospettive
Nonostante i progressi, permangono diverse sfide. Alcuni sviluppi sono stati ritardati o sospesi per motivi di sicurezza clinica (ad esempio effetti collaterali gravi).
La ricerca di nuovi macrolidi richiede una dinamica di scoperta piรน ampia, sia attraverso la modifica di molecole esistenti che mediante la scoperta di nuovi prodotti naturali o tecnologie di sintesi avanzata. Le resistenze continuano ad emergere, e quindi i nuovi composti devono presentare novi meccanismi dโazione o modifiche strutturali tali da evitare i meccanismi di resistenza noti.
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il 6 Novembre 2025