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Guanina: basi complementari, derivati

il 13 Novembre 2020

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La guanina il cui nome I.U.P.A.C. è 2-ammino-6-ossipurina è una base azotata la cui struttura è rappresentata in figura:

guanina

Il nome deriva dallo spagnolo huano, che significa escrementi di uccelli o pipistrelli, poiché si ottenne per la prima volta dal guano.
Il medico e chimico tedesco Albrecht Kossel vincitore del Premio Nobel per la medicina nel 1910 isolò le cinque basi azotate attraverso analisi chimiche degli acidi nucleici.

La guanina è una delle quattro basi azotate fondamentali che compongono il DNA e l’RNA, dove svolge un ruolo cruciale nella conservazione e trasmissione dell’informazione genetica. Chimicamente appartiene alla famiglia delle purine, composti eterociclici formati da un anello a doppia struttura contenente atomi di carbonio e azoto. Nelle strutture degli acidi nucleici, la guanina si appaia in modo specifico con la citosina mediante tre legami a idrogeno, garantendo stabilità e fedeltà nell’appaiamento delle basi.


Oltre alla sua importanza biologica, la guanina è un esempio affascinante di molecola capace di unire funzionalità e bellezza: cristalli di guanina pura si trovano naturalmente nelle squame di pesce e in altri organismi, dove riflettono la luce producendo effetti iridescenti. Queste proprietà ottiche, insieme alla sua stabilità chimica, hanno stimolato applicazioni in cosmetica, materiali riflettenti e nanotecnologie. La guanina, dunque, non è solo un pilastro della vita a livello molecolare, ma anche una sostanza che ispira innovazione in ambiti molto diversi tra loro.

Proprietà chimico-fisiche della guanina

La guanina è una base purinica, caratterizzata da una struttura eterociclica a due anelli (uno pirimidinico e uno imidazolico) contenenti atomi di carbonio e azoto. La sua formula chimica è C₅H₅N₅O e presenta un gruppo chetonico in posizione C6 e un gruppo amminico in C2, elementi responsabili delle sue specifiche capacità di formare legami a idrogeno.

È scarsamente solubile in acqua a temperatura ambiente, ma la solubilità aumenta in ambiente acido o basico, dove la molecola può ionizzarsi. Questa caratteristica spiega in parte la sua stabilità all’interno degli acidi nucleici e la sua resistenza a degradazioni spontanee. Questa base azotata è anche sensibile all’ossidazione: l’attacco da parte di specie reattive dell’ossigeno (ROS) può produrre derivati ossidativi, come l’8-ossoguanina, molecola comunemente usata come indicatore di danno ossidativo al DNA.

Dal punto di vista ottico, i cristalli di guanina presentano un elevato indice di rifrazione, che consente loro di riflettere selettivamente la luce. Questa proprietà, oltre a essere funzionale in natura, è alla base del loro impiego in cosmetica e in materiali con finiture brillanti o iridescenti.

Basi complementari

basi complementari
basi complementari

Nel DNA e nell’RNA sono presenti due filamenti complementari di nucleotidi legati tra loro tramite legame a idrogeno in cui le basi azotate sono rivolte verso il centro. Si appaiano secondo un criterio di complementarietà ovvero una base pirimidinica si appaia con una base purinica per formare coppie di basi di uguale lunghezza. Nel DNA e nell’RNA la guanina quindi, tramite tre legami, si appaia con la citosina che è una base pirimidinica.

Derivati della guanina

Dalla condensazione della guanina con il ribosio si ottiene il nucleotide guanosina presente negli acidi ribonucleici.

Se la guanina condensa con il desossiribosio si ottiene la deossiguanosina che è uno dei quattro desossiribonucleosidi che compongono il DNA.

Dalla sua degradazione , tramite deaminazione mediata dalla guanasi, si ottiene la xantina. Essa a sua volta viene convertita, ad opera della xantina ossidasi, in acido urico che è il prodotto finale del metabolismo delle purine.

I cristalli di guanina sono usati nei cosmetici in quanto forniscono un effetto iridescente o una lucentezza scintillante e perlata

Funzioni della guanina

La guanina è molto più di una semplice “lettera” dell’alfabeto genetico: è una molecola poliedrica che partecipa a numerosi processi fondamentali per la vita. All’interno del DNA, la sua capacità di appaiarsi in modo stabile e selettivo con la citosina, grazie a tre legami a idrogeno, garantisce l’accuratezza della replicazione e la stabilità complessiva della doppia elica. Nell’RNA, la guanina contribuisce non solo al mantenimento della sequenza genetica, ma anche alla formazione di complessi ripiegamenti tridimensionali che influenzano la funzione della molecola, come nel caso di forcine e strutture a loop.

Sotto forma di nucleotidi come il GTP (guanosina trifosfato),assume un ruolo chiave nel metabolismo cellulare: fornisce energia per reazioni cruciali, guida la sintesi proteica e funge da cofattore per proteine regolatrici, come le proteine G, fondamentali nella trasduzione dei segnali intracellulari. In alcune regioni del genoma, la presenza di sequenze ricche di questa base azotata permette la formazione di particolari strutture dette G-quadruplex, implicate nella regolazione dell’espressione genica e nella protezione dei telomeri, le “copertine protettive” dei cromosomi.

Anche al di fuori delle cellule,  rivela sorprendenti capacità: nei tessuti di diversi animali, i suoi cristalli riflettono la luce creando effetti perlati o iridescenti, utilizzati per scopi di mimetizzazione o attrazione. Queste stesse proprietà ottiche hanno trovato applicazione in cosmetica e nell’industria, dove la guanina è impiegata per produrre pigmenti perlati e rivestimenti riflettenti. In questo modo, una molecola centrale per la vita diventa anche fonte di innovazione tecnologica ed estetica.

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Autore

Chimicamo

Maurizia Gagliano, Dottore in Chimica e Docente. Massimiliano Balzano, Dottore in Scienza e Ingegneria dei Materiali.