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Elastina

  |   Biochimica, Chimica

L’ elastina è una proteina straordinariamente flessibile che consente alla pelle di allungarsi e torcersi, ai vasi sanguigni di espandersi e rilassarsi ad ogni battito cardiaco e ai polmoni di gonfiarsi e contrarsi ad ogni respiro. È  una proteina chiave della matrice extracellulare fondamentale per l’elasticità e la resilienza di molti tessuti dei vertebrati, comprese grandi arterie, polmoni, legamenti, tendini, pelle e cartilagine elastica.

Tropoelastina

L’elastina è strutturalmente è formata da molte molecole di tropoelastina idrosolubile legate tramite legame covalente formatosi in seguito a reazione catalizzata dalla lisil ossidasi appartenente alla classe delle ossidoreduttasi
La tropoelastina è una proteina della matrice extracellulare con una massa molecolare di 60-72 kDa. Essa è legata alla superficie cellulare, dove si aggrega in sfere organizzate per la reticolazione e l’incorporazione nelle fibre elastiche in crescita.

È caratterizzata dall’alternanza di domini: regioni idrofobiche alternate e domini di reticolazione idrofilica. I domini idrofobici della tropoelastina sono ricchi di amminoacidi non polari, in particolare glicina, valina, prolina e alanina. I domini idrofili di reticolazione sono ricchi di alanina e lisina. Essi  sono necessari per la formazione dei legami incrociati della desmosina e per formare elastina insolubile.

Elastogenesi

La prima fase dell’elastogenesi avviene all’interno del nucleo dove la formazione delle proteine avviene ​​nel reticolo endoplasmatico. Il complesso del Golgi immagazzina e trasporta queste proteine ​​alla matrice extracellulare dove avviene la formazione delle fibre elastiche.

Durante questa fase, le proteine ​​leganti l’elastina (EBP) si associano ai monomeri della tropoelastina per diventare una forma complessa prima di essere rilasciate sulla superficie cellulare. Durante la formazione delle fibre elastiche, i componenti delle microfibrille funzionano come un’impalcatura dove si depositerà l’elastina.

Molte altre molecole sono coinvolte nel processo, come LOX, fibrillina, MAGP, decorina, fibuline, tra gli altri.

L’elastina è quindi formata mediante reticolazione di lisina e tropoelastina.

Fotoinvecchiamento

La perdita di elasticità cutanea è un riflesso diretto degli effetti delle radiazioni U.V. e porta a cambiamenti nella strutturazione delle fibre elastiche.

Tipicamente, la pelle mostra un accumulo di materiale elastotico distrofico nel derma noto come elastosi solare.

L’elastosi solare è prodotta da un ciclo di degradazione delle fibre elastiche seguito dalla produzione di matrice extracellulare e dal riassemblaggio in un’organizzazione diversa dalla struttura originale.

Cosmetici e fotoinvecchiamento

L’ampia varietà di tecniche attualmente disponibili ha prodotto una nuova era nello sviluppo dei prodotti cosmetici, con l’obiettivo di migliorare l’aspetto della pelle.

Per favorire il mantenimento dell’elasticità cutanea in termini di prevenzione, l’uso di filtri solari rappresenta un’opzione molto efficace che evitano l’effetto dannoso dei raggi U.V. sulle fibre elastiche della pelle. Un altro elemento dei trattamenti cosmetici si basa sull’azione di prodotti in grado di stimolare la sostituzione delle fibre elastiche cutanee