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Carnitina

  |   Biochimica, Chimica

La carnitina è un composto di ammonio quaternario. Essa presenta un centro chirale quindi ha isomeri di tipo D o L ma nel regno animale esiste solo nella forma L.

L-Carnitina

Si presenta in forma zwitterionica e a temperatura ambiente è un solido cristallino bianco solubile in acqua.

Nell’organismo umano la carnitina è sintetizzata nel fegato e nel rene a partire dagli amminoacidi lisina e metionina in presenza dei cofattori ferro, vitamina C, vitamine B1 e B6.

Il 98% della carnitina presente nell’organismo si trova nel muscolo scheletrico e nel cuore; l’1.6% si trova nel fegato, mentre la restante parte nel liquido extracellulare.

Nel 1905 la carnitina fu isolata per la prima volta dall’estratto di carne e fu denominata in questo modo dal latino carnis che significa appunto carne.

Funzioni

Il suo ruolo biologico  è quello di trasportatore di acidi grassi a catena lunga dal citoplasma cellulare all’interno dei mitocondri . In essi subiscono una β-ossidazione essendo utilizzati per la produzione di ATP. L’adenosintrifosfato funge da trasportatore di energia in quanto esso è in grado di sviluppare una notevole quantità di energia quando subisce il distacco di un gruppo fosforico.

Effetti benefici

La carnitina, che è contenuta  nella carne di manzo, suina, di pecora e di agnello. Si trova  anche, sia pure in misura ridotta, nei prodotti caseari . Essa ha, secondo numerosi studi, effetti benefici per la cura dell’obesità, per il controllo della glicemia e per i suoi effetti antiossidanti. La carnitina infatti neutralizzerebbe i radicali liberi che danneggiano il DNA e il materiale genetico nelle cellule.

Dal punto di vista terapeutico, la L-carnitina può essere utilizzata per stimolare le secrezioni gastriche e pancreatiche e nel trattamento della iperlipoproteinemia, alterazione del metabolismo lipidico che determina un aumento di alcuni o di tutti i tipi di lipidi e/o di lipoproteine nel sangue.

Spesso la carnitina è assunta quale integratore alimentare soprattutto da parte di chi presenta stagnazione del peso corporeo o un calo di energia durante l’attività sportiva.

Agli effetti dimagranti più o meno dimostrati si aggiungono benefici sull’apparato cardiovascolare, sul sistema nervoso, nella regolazione della tiroide.

Studi di farmacocinetica dimostrano che la L-carnitina è assorbita nell’intestino tenue mediante una combinazione di trasporto attivo e diffusione passiva. La biodisponibilità dopo somministrazione orale può variare dal 16-18% al 54-87%. L’integrazione orale di L-carnitina a dosi superiori a 2 g non offre tuttavia alcun vantaggio, a causa della saturazione dell’assorbimento della carnitina a questa dose.