Biochimica

Aldosterone

il 9 Settembre 2024

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aldosterone

L’aldosterone, la cui struttura fu identificata nel 1954, è un ormone steroideo sintetizzato principalmente, se non esclusivamente, nella zona glomerulare della corteccia surrenale che agisce come regolatore fisiologico dell’equilibrio di sale e acqua. In origine era ritenuto come un mineralcorticoide ovvero un ormone che promuove il trasporto transepiteliale unidirezionale di ioni sodio.

Più di recente, si è compreso che l’aldosterone ha importanti effetti fisiologici e patofisiologici sul cuore, sui vasi sanguigni e sul cervello che sono mediati dall’attivazione del recettore mineralcorticoidi ad alta affinità (MR) noto anche come noto recettore dell’aldosterone.

struttura
struttura

La funzione primaria è quella di aiutare a regolare la pressione sanguigna principalmente agendo su organi come i reni e il colon per aumentare la quantità di ione sodio riassorbito nel flusso sanguigno e per aumentare la quantità di ione potassio escreto nelle urine. Svolge un ruolo centrale nella regolazione del volume degli elettroliti e dei fluidi e nel mantenimento dell’omeostasi della pressione sanguigna ed è strettamente regolato dal sistema renina-angiotensina-aldosterone.

Secondo una prospettiva evolutiva si ritiene che l’aldosterone si sia sviluppato come parte di un meccanismo di difesa che attraverso la ritenzione di sale, la vasocostrizione e l’infiammazione protegge da traumi ed emorragie, portando all’omeostasi della pressione sanguigna e alla guarigione delle ferite.

Biosintesi dell’aldosterone

La biosintesi avviene attraverso una serie di reazioni enzimatiche nei mitocondri e nel reticolo endoplasmatico e coinvolge tre enzimi del citocromo P450 e una deidrogenasi idrossisteroide. Il complesso di scissione della catena laterale del colesterolo (CYP11A1) e l’aldosterone sintasi (CYP11B2) sono localizzati nella membrana mitocondriale interna, mentre la 21-idrossilasi (CYP21) e la 3β-idrossisteroide deidrogenasi di tipo II (3βHSD2) si trovano nel reticolo endoplasmatico.

biosintesi
biosintesi

Il precursore primario della biosintesi dell’aldosterone è il colesterolo, che può essere derivato da diverse fonti. La prima reazione nella biosintesi dell’aldosterone è la conversione mitocondriale del colesterolo in pregnenolone la cui biosintesi avviene tramite due idrossilazioni stereospecifiche, con formazione di 22R-idrossicolesterolo (22-HC ) e 20R,22R-diidrossicolesterolo ( 20, 22-DHC ) seguite da una scissione del legame C–C.

l pregnenolone può quindi diffondersi passivamente al reticolo endoplasmatico dove è convertito in progesterone da 3βHSD2. Il progesterone viene quindi idrossilato dal CYP21 in 11-desossicorticosterone. Infine, la biosintesi dell’aldosterone è completata nei mitocondri, dove il desossicorticosterone subisce 11β- e 18-idrossilazione, seguite da 18-ossidazione.

Queste reazioni finali sono catalizzate da un singolo enzima, l’aldosterone sintasi, codificato dal CYP11B2. Una conoscenza approfondita degli eventi di segnalazione che regolano la biosintesi dell’aldosterone può portare all’identificazione di nuovi target terapeutici.

Funzioni

Il sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) aiuta a regolare la pressione sanguigna, l’equilibrio elettrolitico e il volume dei liquidi nel corpo, rendendolo parte integrante dell’omeostasi. La disregolazione di questo ciclo di feedback fisiologico critico, in particolare la regolazione positiva dell’aldosterone può contribuire all’ipertensione, all’insufficienza cardiaca e alla malattia renale

Una volta secreto si lega ai recettori mineralcorticoidi (MR) nelle cellule epiteliali del tubulo contorto distale e del dotto collettore dei nefroni regolando positivamente la pompa di scambio sodio-potassio basolaterale, i canali del sodio epiteliali (ENaC) e i canali del potassio renali midollari esterni, e promuovendo il riassorbimento di sodio e acqua e la secrezione di potassio nel lume tubulare.

ipertensione
ipertensione

Inoltre influenza anche il rimodellamento vascolare e cardiaco a causa del suo potente effetto vasocostrittore sui vasi sanguigni e contribuisce al danno agli organi bersaglio che coinvolgono cuore, reni e cervello, indipendentemente dai suoi effetti di ritenzione di sodio e di aumento della pressione sanguigna. Oltre alla regolazione dei fluidi e del pH,  promuove anche la fibrosi stimolando la produzione di collagene, causando la formazione di tessuto cicatriziale nel cuore e nei vasi sanguigni e compromettendone la funzionalità.

Inoltre può indurre infiammazione e stress ossidativo, contribuendo ulteriormente al danno nei tessuti cardiovascolari pertanto l’eccesso di aldosterone è un fattore di rischio cardiovascolare non solo per l’ipertensione ma anche per l’ictus, la malattia coronarica, l’insufficienza cardiaca congestizia e il diabete mellito.

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