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Pulizia dell’argento


L’argento si ricopre all’aria di uno strato di ossido che impedisce l’ulteriore ossidazione del metallo; l’aria, tuttavia, contiene sostanze quali fumo, solfuro di idrogeno ecc. che fanno annerire l’argento a causa della formazione di solfuro di argento Ag2S. Per la pulizia dell’argento si usano liquidi, paste e polveri. Il metodo più semplice consiste nel pulire gli oggetti di argento mediante panni impregnati o sui quali si versano prodotti in pasta o liquidi strofinando fino a quando l’oggetto appare lucido. L’elevata lucentezza che si ottiene dopo l’operazione è dovuta al fatto che, oltre alle macchie e ai graffi, con questo metodo si asporta anche un sottilissimo strato di metallo. Gli stracci per la pulizia devono essere morbidissimi per evitare graffiature. I prodotti per la lucidatura dell’argento  sono di regola concepiti esclusivamente per questo metallo, infatti i metalli meno nobili dell’argento, come il rame, vengono attaccati da tali prodotti.

Bagni di lucidatura. E’ questo il metodo più rapido per pulire gli oggetti di argento immergendoli brevemente nel preparato, attenendosi ai tempi indicati nelle istruzioni onde evitare che, oltre al solfuro di argento superficiale venga attaccato anche l’argento stesso. Quindi si sciacqua e si asciuga bene. L’efficacia del bagno è dovuta alla presenza di tiosolfato, ammoniaca e/o tiourea che formano complessi solubili con i sali di argento che hanno prodotto l’annerimento quali [Ag(S2O3)2]3- e Ag(NH3)2+. Il  bagno di lucidatura è indicato per oggetti in argento lisci che non abbiano decorazioni in rialzo che potrebbero  deteriorarle.

Creme, spray e spugnette imbevute. Vengono utilizzate a seconda della superficie da lucidare: lo spray è indicato per ampie superfici.

I prodotti in commercio, tuttavia, sono tutti, anche se in maniera lieve di tipo abrasivo e l’argento essendo un metallo molto morbido e malleabile con il tempo viene a perdere i particolari dei vari ceselli, sbalzi e punzoni che costituiscono un pregio dell’oggetto. Alcuni, infatti, consigliano al posto dei prodotti messi in commercio sostanze quali il bicarbonato o la pasta dentifricia che esplicano comunque un’azione abrasiva.

Metodo del foglio di alluminio. E’ un metodo molto delicato che non comporta asportazione dell’argento e che si basa su una reazione di ossidoriduzione. Si appoggia per un certo tempo l’oggetto di argento su un foglio di alluminio immerso in acqua calda addizionata di sale da cucina o di bicarbonato di sodio. L’efficacia del metodo trova la sua spiegazione nella reazione elettrochimica che si verifica tra l’alluminio e i sali di argento: il sale di argento contente l’argento in forma ionica viene ridotto ad argento metallico secondo la semireazione di riduzione Ag+ + 1 e- → Ag mentre, al contrario l’alluminio presente in forma metallica viene ossidato a ione alluminio secondo la semireazione di ossidazione Al → Al3+ + 3 e-. La reazione complessiva è pertanto la seguente:

3 Ag+ + Al → 3 Ag + Al3+

Alla fine è necessario sciacquare e asciugare l’oggetto e lucidare con un panno morbido. Se l’oggetto contiene pietre incastonate tale metodo è da evitare in quanto queste potrebbero danneggiarsi.

 Al fine di evitare il fenomeno dell’annerimento dell’argento è consigliabile utilizzare quotidianamente gli oggetti lavandoli a mano ( da evitare l’uso della lavastoviglie) in acqua calda con un detergente delicato e acuigarli con cura. Gli oggetti di cui non si fa uso quotidiano, invece, possono essere ricoperti di una apposita lacca; questo metodo è applicabile solo su oggetti che non devono subire sforzi meccanici. La lacca “isola” la superficie del metallo dagli inquinanti contenuti nell’aria evitando l’annerimento. Se gli oggetti di argento vengono usati di rado è consigliabile tenere gli oggetti il più possibile lontano dall’aria riponendoli in scatole ben chiuse e  utilizzando preferibilmente gli appositi panni che in genere vengono forniti all’atto dell’acquisto

Autore: Chimicamo

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