I colori dell’autunno


“Come varia il colore
delle stagioni,
così gli umori e i pensieri degli uomini.
Tutto nel mondo è mutevole tempo.
Ed ecco, è già il pallido,
sepolcrale autunno,
quando pur ieri imperava
la rigogliosa quasi eterna estate.”

Vincenzo Cardarelli

Il perenne avvicendarsi delle stagioni offre la possibilità di assistere ai cambiamenti dell’ambiente, ma forse per nessun’altra stagione come l’autunno la natura dà più spettacolo.

Il verde delle foglie degli alberi lascia spazio ad un’esplosione di colori che vanno dal giallo all’arancione, dal rosso al bruno.

Dietro questo caleidoscopio di colori affascinanti c’è ovviamente la chimica che determina questi ineguagliabili fenomeni della natura che possono essere compresi esaminando i pigmenti contenuti nelle foglie.

Dall’equinozio d’autunno in poi le giornate si accorciano, le radiazioni luminose variano di intensità e le temperature iniziano a calare e ciò induce le piante a prepararsi per l’inverno spogliandosi delle foglie che costituiscono un peso inutile in quanto sono in grado di trattenere la neve e potrebbero compromettere la stabilità dell’albero.

La caduta delle foglie è preceduta dalla loro variazione di colore dovuta alla degradazione della clorofilla: quest’ultima assorbe le radiazioni verde e blu dalla luce bianca e riflette le altre radiazioni che, componendosi al nostro occhio, danno la tipica colorazione verde della clorofilla.

Nei cloroplasti la luce assorbita dalla clorofilla fornisce energia che viene usata dalle piante per trasformare il biossido di carbonio e l’acqua in ossigeno e carboidrati secondo la reazione:

x CO2 + x H2O → Cx(H2O)x + x O2

In questa reazione endotermica l’energia della luce assorbita dalla clorofilla viene convertita in energia chimica che viene immagazzinata sotto forma di carboidrati. Questa energia chimica è necessaria per far avvenire reazioni biochimiche che consentono alla pianta di crescere, fiorire e produrre semi.

La clorofilla non è un composto stabile e tende a decomporsi in presenza di luce solare e quindi viene continuamente sintetizzata in presenza di luce e calore. Durante l’estate la clorofilla viene quindi continuamente decomposta e rigenerata.

Un’altra classe di pigmenti che si trova nelle nelle foglie di molte piante sono i carotenoidi.

Questi pigmenti assorbono la luce verde e blu dalla  luce bianca e rifletteno le altre radiazioni che, componendosi al nostro occhio, danno la colorazione giallo-arancio.

I carotenoidi contenuti anch’essi nei cloroplasti sono di due tipi: alcuni contengono solo carbonio e idrogeno come il carotene mentre altri detti xantofille come la luteina presentano la struttura chimica del carotene ma contengono anche ossigeno.

I carotenoidi che proteggono la clorofilla dall’ossidazione sono presenti in misura molto minore rispetto alla clorofilla e quindi fino a quando quest’ultima è presente non influenzano significativamente il colore delle foglie.

Durante l’estate, nelle foglie degli alberi avviene la produzione di zucchero dal  biossido di carbonio e acqua attraverso l’azione della luce sulla clorofilla.

L’acqua e le sostanze nutritive fluiscono dalle radici, attraverso i rami e nelle foglie.

Gli zuccheri prodotti dalla fotosintesi sono trasportati dalle foglie ad altre parti dell’albero, dove una parte dell’energia chimica viene usata per la crescita e un’altra parte viene immagazzinata.

Con l’avvento dell’autunno l’aumento delle ore notturne e l’abbassamento della temperatura provocano dei cambiamenti nell’albero che si manifestano, tra l’altro con la minore produzione di clorofilla e con la decomposizione di quella già presente quindi il colore verde sbiadisce rapidamente; si manifesta così la colorazione degli altri pigmenti presenti nelle foglie mascherati fino ad allora dalla clorofilla.

A seconda della specie di albero e delle condizioni climatiche le foglie appaiono di colorazioni diverse: alcune specie come acero rosso e quercia rossa producono una grande quantità di antocianine e le foglie si presentano di colore rosso o viola mentre nel faggio il colore dei carotenoidi la cui concentrazione diminuisce il colore delle foglie è marrone a causa dell’ossidazione dei tannini.

La gamma e l’intensità dei colori autunnali è influenzata particolarmente dalle condizioni meteorologiche: un clima caldo umido rallenta la decomposizione della clorofilla e la comparsa delle antocianine la cui formazione è invece favorita da una prevalenza di tempo soleggiato.

Per ammirare i colori dell’autunno in modo eclatante c’è bisogno quindi di giorni asciutti e soleggiati seguiti da notti fredde e asciutte. Ma anche se il clima è diverso nessuno potrà privare l’uomo di ammirare i colori dell’autunno prima che le foglie cadano inesorabilmente a terra.

Ma anche questa sorta di letargo della pianta ha ispirato i poeti:

“Le foglie morte cadono a mucchi… 
Vedi: non ho dimenticato 
Le foglie morte cadono a mucchi 
come i ricordi, e i rimpianti 
e il vento del nord porta via tutto 
nella più fredda notte che dimentica”

Jacques Prévert

Autore: Chimicamo

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