Chiodi di garofano


I boccioli fiorali del Syzygium aromaticum raccolti ed essiccati e costituiscono i chiodi di garofano, spezia nota ed utilizzata in tutto il mondo, il cui uso risale al XVIII secolo a.C.

Dotati di un aroma intenso e inconfondibile ai chiodi di garofano venivano attribuiti dalla medicina popolare poteri anestetici, antisettici, antimicrobici, espettoranti e con effetti benefici sull’apparato digerente e venivano consigliati anche come afrodisiaci.

I chiodi di garofano vengono utilizzati anche in cucina sia nelle preparazioni dolci come biscotti e panpepati che salate in abbinamento alla carne.

I componenti presenti nei chiodi di garofano sono stati ricercati nell’olio essenziale che può essere ottenuto dalle foglie, dallo stelo o dai fiori. Essi hanno una composizione simile sia pure variabile nelle proporzioni e l’attenzione è stata focalizzata sull’olio di garofano proveniente dai boccioli.

Esso è costituito prevalentemente da eugenolo la cui quantità va dal 70 all’85%, da un suo estere, l’ acetato di eugenile in ragione di circa il 15% e da β-cariofillene la cui quantità oscilla tra il 5 e il 10%.

L’eugenolo fa parte degli allilbenzeni e ha formula C10H12O2; il suo nome I.U.P.A.C. è 2-metossi-4-(propen-2-il)-fenolo.

eugenolo

L’eugenolo ha un’attività sia antibatterica che antiparassitaria oltre che quella di repellente per gli insetti: alcune piante infatti hanno la capacità di produrre sostanze, quali l’eugenolo, come meccanismo di difesa dall’attacco di funghi e batteri. L’olio di chiodi di garofano era usato, infatti, dagli Egizi nelle pratiche di imbalsamazione per l’elevato potere antimicrobico.

E’ un liquido di colore giallo che tende ad imbrunirsi all’aria, di sapore pungente, di odore tipico ed è usato oltre che per le sue proprietà antisettiche, anche per le sue caratteristiche antifermentative, analgesiche, come prodotto di partenza per la sintesi della vanillina, nei profumi e in odontoiatria.

In odontoiatria infatti l’eugenolo viene usato, miscelato all’ossido di zinco, per otturazioni provvisorie, come sottofondo per le otturazioni e come materiale da impronta e si ritiene che abbia un effetto lenitivo sulla polpa dentale e anche un limitato effetto germicida.

Il β-cariofillene  è un sesquiterpene biciclico che contiene un anello ciclobutano. Esso fu sintetizzato per la prima volta nel 1964 ma solo dopo circa quarant’anni ne furono scoperte le sue potenzialità. Il β-cariofillene, presente anche nella Cannabis agisce sui recettori CB2 pertanto è potenzialmente utile in campo medico per combattere le infiammazioni e, da studi effettuati sui topi, mostra effetti antidepressivi e pare sia in grado di combattere l’ansia.

Il tipico aroma dei chiodi di garofano è dovuto anche a componenti che si trovano in quantità minori e, in particolare dal 2-eptanone e dal salicilato di metile.

Il 2-eptanone è un chetone che, in acqua, ha il tipico odore della banana, viene secreto dalle api ed è utilizzato quale additivo alimentare e ad esso viene attribuito un potere repellente per gli insetti.

Il salicilato di metile è utilizzato in campo medico per il trattamento degli stati dolorifici di origine muscolare ed articolare.

Analizzando quindi i principali costituenti dei chiodi di garofano e i loro effetti possiamo ritenere che la medicina popolare non si discostava molto dalle reali potenzialità di questi prodotti della natura.

 

Autore: Chimicamo

Condividi il post su