Elevato contenuto di mercurio nei cibi dei bambini


Il mercurio è un metallo pesante i cui composti sono dotati di elevata tossicità che, per cause antropiche, sono presenti nell’ambiente e inevitabilmente entra nella catena alimentare.

Molti degli usi comuni del mercurio sono stati abbandonati per limitarne la diffusione ma viene largamente utilizzato nella preparazione di prodotti chimici industriali e in campo elettrico ed elettronico.

I composti del mercurio, principalmente sotto forma di metilmercurio CH3Hg+X, vengono rinvenuti principalmente nel latte e nei suoi derivati, nei vegetali e nei prodotti ittici ed in particolare nei pesci predatori come pesce spada e tonno, nei pesci piatti come sogliola e rombo e nei piccoli crostacei.

Tuttavia secondo recenti studi fatti negli USA i ricercatori dell’Università della Florida sono state trovate tracce di mercurio nei cereali a base di riso.

Su 119 campioni di varie marche commercializzate negli USA sono state infatti rilevate concentrazioni di mercurio totale in un range da 0.35 a 15.9 μg/kg e di metilmercurio in un range da 0.07 a 13.9 μg/kg.

Si è trovato inoltre che i cereali a base di riso contengono livelli di mercurio significativamente più elevati rispetto ai cereali non contenenti riso e ciò implica che la maggiore fonte di mercurio e nello specifico di metilmercurio sia contenuto sia imputabile al riso.

Altre ricerche inoltre hanno mostrato che il riso è in grado di assumere una maggiore quantità di metilmercurio dall’ambiente rispetto agli altri cereali.

La cosa più preoccupante è che le analoghe ricerche sono state effettuate in Cina hanno mostrato che i livelli di mercurio sono pressoché identici lasciando il dubbio che anche in altri paesi del mondo possa verificarsi lo stesso fenomeno.

Il mercurio è una sostanza in grado di causare danni al sistema nervoso centrale ed è particolarmente rischioso per le donne incinte in quanto esso riesce a superare la barriera placentare arrecando danno al feto.

Un’esposizione prolungata può provocare alterazioni della funzionalità renale, della memoria, debolezza muscolare e problemi motori.

 I soggetti più a rischio oltre agli anziani, ai cardiopatici, alle persone con patologie epatiche sono le donne incinte e i bambini.

Se le risultanze analitiche ottenute dovessero essere confermate in campioni venduti anche in altri paesi occorrerebbe fare le dovute valutazioni per evitare che i neonati che sono tra i soggetti più a rischio siano esposti all’ingestione di mercurio.

Autore: Chimicamo

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