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Allergia al pesce
Nov30

Allergia al pesce

Le allergie sono in progressivo e costante aumento nei paesi industrializzati e colpisce circa il 6-10% della popolazione adulta e il 20-25% dei bambini. Negli ultimi anni si assiste a un rapido incremento delle allergie alimentari dovute a una reazione patologica del sistema immunitario nei confronti di un particolare alimento ed in particolare ad un allergene in esso contenuto. L’ingestione di un determinato allergene ovvero di una proteina contenuta nell’alimento provoca una catena di reazioni del sistema immunitario con produzione di anticorpi che determinano il rilascio di sostanze chimiche tra cui l’istamina con conseguente disturbi quali prurito, disturbi digestivi e compromissione respiratoria fino a giungere in casi estremi a shock anafilattici. La maggior parte dei casi di allergia al pesce sono quindi IgE-mediati e seguono all’ingestione, al contatto o all’inalazione di vapori alla cottura. Il pesce ha un ruolo importante nella nutrizione umana e costituisce una risorsa proteica: le proteine possono variare da un contenuto da 10 a 35  per 100 g di parte edibile ma sono proprio queste proteine che possono rappresentare un potente allergene alimentare. Con la locuzione allergie al pesce si intendono quelle reazioni imputabili ai crostacei e ai molluschi o ai pesci che vengono a loro volta suddivisi in pesci ossei e pesci cartilaginei. I pesci ossei rappresentano la maggior parte dei pesci che, a differenza dei pesci cartilaginei che hanno uno scheletro interno cartilagineo, hanno uno scheletro osseo che si viene a formare per ossificazione dello scheletro embrionale cartilagineo. Nei crostacei come gamberi, mazzancolle, aragoste, granchi e nei molluschi come cozze, vongole, telline, cannolicchi, ostriche, fasolari, seppie, calamari e polpi la proteina che sembra essere il maggiore allergene è la tropomiosina costituite da due subunità ripiegate ad α-elica di tipo filamentoso che ha forma di bastoncino. La tropomiosina insieme alla miosina e alla actina  contribuisce alla contrazione muscolare, al trasporto di mRNA ed al supporto meccanico della cellula. Oltre alla tropomiosina altri allergeni contenuti nei crostacei e molluschi sono la miosina a lunga catena e l’aginina chinasi, enzima appartenente al gruppo delle chinasi che fosforilano altre proteine. Nei pesci il primo allergene identificato nel merluzzo è la parvalbumina, proteina contenuta nei muscoli che ha un basso peso molecolare appartenente alla famiglia delle albumine e in grado di legare il calcio, solubile in acqua, resistente al calore e agli agenti denaturanti. Altri allergeni contenuti nel pesce sono il collagene e la gelatina contenuta nella pelle. La diagnosi di allergia non è semplice in quanto un paziente può essere allergico a un tipo di pesce e non ad altri quindi il medico può prevedere specifici test di provocazione orale o in doppio cieco che tuttavia sono di difficile...

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Pastiglie per la gola
Nov16

Pastiglie per la gola

Con i primi freddi si manifestano le tipiche malattie da raffreddamento come raffreddore, mal di gola, tosse e influenza. Fermo restando che per la loro cura è necessario il parere del medico spesso, almeno nella fase iniziale, si ci affida a pastiglie per la gola che vengono vendute come farmaco da banco e quindi non richiedono prescrizione medica. Esistono moltissime marche di pastiglie per la gola e spesso ciascuna casa farmaceutica ne produce svariati tipi di gusti e colorazioni diversi. Tuttavia la maggior parte delle pastiglie per la gola contengono uno o più di questi principi attivi diclorobenzil alcol, amilmetacresolo e esilresorcinolo. Nella maggior parte dei casi l’amilmetacresolo e il diclorobenzil alcol sono usati insieme mentre l’esilresorcinolo è usato da solo. Il diclorobenzil alcool il cui nome I.U.P.A.C. è 2,4-diclorofenilmetanolo è un blando antisettico L’amilmetacresolo il cui nome I.U.P.A.C. è 5-metil,2-pentilfenolo è un derivato del metacresolo (3-metilfenolo) con un gruppo pentilico legato al secondo carbonio ed è anch’esso dotato di proprietà antisettiche. L’esilresorcinolo il cui nome I.U.P.A.C.  è 4-esilbenzene-1,3-diolo ha proprietà anestetiche e antielmintiche oltre che proprietà antisettiche. Tuttavia secondo recenti studi sembra che queste molecole siano attive solo nei confronti del 20% dei batteri che causano il mal di gola. Si ritiene tuttavia che nella gran parte dei casi il mal di gola sia causato da virus che vengono debellati solo in piccola parte. Tuttavia l’effetto di queste pastiglie che alleviano i sintomi del mal di gola è dovuto alla loro interazione con i canali del sodio regolati dal voltaggio che aiutano a trasmettere segnali nervosi al cervello. Tali principi attivi bloccano questi canali inducendo un effetto anestetico e impedendo che il segnale di dolore giunga al cervello. Nelle pastiglie per la gola può essere contenuta anche benzocaina ovvero l’estere dell’acido 4-amminobenzoico e dell’etanolo per la sua azione anestetica o il destrometorfano cheè un antitussivo e proprietà blandamente sedative o la fenilefrina che è tipicamente un decongestionante nasale. Ogni casa farmaceutica utilizza anche altre sostanze chimiche per dare un certo aroma e un certo colore alle pastiglie tra cui il mentolo che ha anche proprietà espettoranti e decongestionanti e induce una sensazione di freschezza. Se si legge il foglietto illustrativo di note marche di pastiglie per la gola si trova che esse hanno azioni antisettiche quindi combattono i batteri mentre nella maggior parte dei casi sono i virus ad essere responsabili del mal di gola e garantiscono “un rapido sollievo” che come si è visto è dovuto all’azione anestetica delle molecole presenti. Quindi le caramelle fatte in casa a base di miele, succo di limone, zucchero e infusi di erbe, effetto anestetico a parte, non sono meno efficaci anche...

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Cloruro di benzalconio: attenti al gatto
Nov11

Cloruro di benzalconio: attenti al gatto

Il cloruro di benzalconio è un sale di ammonio quaternario in cui l’azoto è legato a due gruppi metilici, un gruppo benzenico e un gruppo alchilico contenente un numero pari di atomi di carbonio che va da 8 a 18 Può essere usato come biocida, tensioattivo cationico o catalizzatore per trasferimento di fase ovvero un catalizzatore che accelera la migrazione di reagenti in un sistema eterogeneo da una fase ad un’altra dove può avvenire la reazione. Per la sua azione antisettica il cloruro di benzalconio è presente in molte preparazioni non alcoliche utilizzate come disinfettanti e antisettiche. Queste soluzioni, a diversa concentrazione vengono classificate come presidio medico chirurgico e utilizzate in detergenti per le mani, salviettine umidificate e per detergere e igienizzare superfici. A piccole concentrazioni è presente, quale conservante, in spray nasali, spray per orecchie, colliri, collutori e creme spermicide. Viene usato come antisettico da applicarsi sulla cute, sui tessuti e sulle mucose e come disinfettante per materiale medico e chirurgico. Tuttavia i materiali di gomma quali guanti chirurgici, endoscopi, oggetti di polipropilene e polietilene tendono ad assorbire i sali di ammonio quaternari che vengono utilizzati per sterilizzare questi materiali con una conseguente diminuzione della loro concentrazione al punto che queste soluzioni non abbiano più effetto germicida. Si sono infatti verificate infezioni ospedaliere causate da materiali conservati in soluzioni non più attive di cloruro di benzalconio. Anche le bende e le garze assorbono il cloruro di benzalconio presente in una soluzione diminuendone la concentrazione con conseguente scarso o nullo potere antisettico. L’azione battericida del cloruro di benzalconio viene attribuita alla denaturazione delle proteine con cui viene a contatto provocando modificazioni enzimatiche irreversibili a carico della doppia membrana lipidica delle membrane cellulari di cui modifica la permeabilità con perdita di enzimi e inattivazione del microrganismo Il cloruro di benzalconio è più attivo nei confronti di Gram positivi rispetto a quanto non lo sia nei confronti di Gram negativi ed esplica la sua azione anche nei confronti di miceti, virus lipofili e HIV ma non uccide le spore. Formulazioni più recenti in cui al cloruro di benzalconio vengono miscelati altri sali di ammonio quaternari vengono usati per estendere lo spettro biocida e aumentare l’azione disinfettante. Si ritiene tuttavia che concentrazioni tra 0,1 e 0,5% siano in grado di dare irritazione delle mucose oculari, mentre a livello cutaneo sono irritanti soluzioni ad alte concentrazioni mentre l’esposizione prolungata a tale composto può provocare irritazioni e in casi estremi asma, dermatiti croniche e disturbi del sistema immunitario. Per questo motivo molti colliri vengono distribuiti in confezioni monodose per eliminare l’uso dei conservanti. Il cloruro di benzalconio non deve essere usato insieme ai saponi e detergenti...

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Zucca: caratteristiche nutrizionali
Ott31

Zucca: caratteristiche nutrizionali

Nel corso della festa di Halloween che si celebra la notte del 31 ottobre la cui origine è remota si usa intagliare zucche per richiamare l’irlandese Jack fabbro astuto e ubriacone che fece un patto con il diavolo. La festività si diffuse nella metà dell’Ottocento negli Stati Uniti e successivamente in altri paesi del mondo assumendo connotazioni consumistiche. Quanti si cimentano nel preparare zucche che sono il simbolo di Jack O’Lantern si troveranno un’abbondante quantità della polpa della zucca e dei suoi semi che potranno gustare nelle svariate ricette sia dolci che salate. La zucca appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae che contiene molte sostanze benefiche compresi i suoi semi. La tipica colorazione della zucca è dovuta al β-carotene che è un pigmento vegetale appartenente alla famiglia dei carotenoidi con azione antiossidante ovvero una sostanza che inibisce l’ossidazione di altre molecole proteggendole dall’azione dei radicali liberi. Il β-carotene è una provitamina dal cui metabolismo si ottengono due molecole di vitamina A ed è costituito da 8 unità isopreniche ciclizzate agli estremi Il β-carotene stimola le difese immunitarie, rallenta il processo di invecchiamento, previene alcune patologie oculari, riduce il rischio di malattie cardiache e, secondo recenti studi, ha proprietà preventive nello sviluppo del cancro al polmone, alla bocca e allo stomaco. La zucca contiene inoltre cumarine che vengono usate nell’ambito della fitoterapia per le  proprietà antinfiammatorie, antibatteriche, antivirali, anticoagulanti.  e presentano una struttura benzopiranica. Le cumarine derivano dalla cumarina ovvero dall’1-benzopirano-2-one e sono tutte caratterizzate dalla struttura benzopiranica. La zucca contiene anche il licopene, un tetraterpene costituito da otto unità isopreniche isomero del beta-carotene che appartiene alla famiglia dei carotenoidi. La caratteristica principale del licopene è la sua azione antiossidante che viene esplicata nel neutralizzare radicali liberi ed in modo particolare quelli derivanti dall’ossigeno; per questa motivazione il licopene è considerato una panacea nella prevenzione del cancro alla prostata e alla mammella, dell’arteriosclerosi e delle patologie coronariche. Il licopene inoltre riduce le lipoproteine a bassa densità (LDL) comunemente conosciute come colesterolo cattivo. Nella zucca è contenuto acido ascorbico noto come vitamina C necessaria all’ organismo per sintetizzare il collagene sostanza indispensabile per la produzione del tessuto connettivo. La vitamina C inoltre è essenziale per l’assorbimento di sostanze nutritive ed in particolare del ferro, acido folico e vitamina E e coopera alla sintesi dei grassi e delle proteine. La zucca contiene anche acido folico noto come vitamina B9 necessario per le reazioni di sintesi, riparazione e metilazione del DNA e di conseguenza è necessario per la proliferazione delle cellule ed è particolarmente importante per i tessuti che vanno incontro a processi di rapida replicazione e differenziazione. Contribuisce a prevenire alcune situazioni di rischio per la salute come le malattie...

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Le origini naziste dei gas nervini
Ott21

Le origini naziste dei gas nervini

Tra le armi chimiche i gas nervini, composti organofosforici, sono sicuramente i più nefasti per i loro effetti a cui vengono esposte persone inermi. L’attentato del 1995 alla metropolitana di Tokyo compiuto dalla setta religiosa dell’Aum Shinrikyo con il sarin provocò 12 morti e oltre 6000 intossicati. Durante il conflitto Iran-Iraq, il leader iracheno Saddam Hussein usò il gas nervino contro le forze di terra iraniane, causando migliaia di vittime. Sono stati stimati 1300 morti tra cui molti bambini in un bombardamento del regime di Bashar el Assad sui sobborghi di Damasco. La storia dei gas nervini risale a circa ottanta anni quando furono sintetizzati nella Germania nazista: durante il Terzo Reich gli scienziati tedeschi riuscirono ad ottenere bombe in grado di diffondere le armi chimiche contro gli Alleati e le forze armate naziste si rifornirono segretamente di munizioni costituite da gas nervini. Se i tedeschi avessero attaccato le città britanniche con i gas nervini anziché che con le bombe convenzionali si sarebbero avuti effetti devastanti ma per fortuna ciò non avvenne. Come spesso accade nel campo della ricerca scientifica gli agenti nervini sono stati scoperti per caso. Al giovane chimico tedesco Gerhard Schrader era stato affidato il compito di sviluppare nuovi insetticidi con l’obiettivo di ridurre la dipendenza della Germania sui prodotti alimentari importati dall’estero e per fare ciò, il paese aveva bisogno per evitare che i parassiti potessero infestare le loro colture. Nel 1936 presso i laboratori della Bayer e successivamente presso quelli della IG Fraben Gerhard Schrader iniziò le sue ricerche sintetizzando organofosfati e con i suoi assistenti ottenne un nuovo composto. Accidentalmente i ricercatori furono esposti a i vapori che una goccia di liquido caduta casualmente sul banco del laboratorio. Gli effetti furono drammatici e furono necessarie settimane di terapie e cure affinché potessero riprendersi completamente. L’obiettivo di ottenere un insetticida selettivo era fallito ma la IG Farben allertò l’esercito tedesco sulla scoperta di questo composto a cui fu dato il nome di Tabun e che fu il primo gas nervino sintetizzato che presentava, rispetto agli altri gas tossici all’epoca conosciuti ovvero l’iprite e il fosgene, tempi molto più rapidi per uccidere le vittime. L’industria bellica tedesca utilizzò il Tabun inserendolo nei proiettili in modo che potesse essere immagazzinato in modo sicuro. Nel 1938 Gerhard Schrader sintetizzò un altro gas nervino a cui fu dato il nome di Sarin che aveva una tossicità maggiore rispetto al Tabun e anche in questo caso i militari si spesero per poter mettere a punto armi micidiali e a pochi mesi dall’inizio della II Guerra Mondiale l’industria bellica tedesca era in grado di produrre 400 Kg di tabun al giorno...

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Sostanze radioattive di uso quotidiano
Ott19

Sostanze radioattive di uso quotidiano

La maggior parte delle persone ritiene che il contatto con sostanze radioattive sia pericoloso se non mortale. Eppure quotidianamente siamo in contatto con sostanze radioattive e secondo la Nuclear Regulatory Commission, circa la metà delle radiazioni con cui entriamo in contatto proviene da radiazioni di fondo ovvero da radiazioni presenti che colpiscono tutti. Non c’è bisogno di andare nei pressi di una centrale nucleare o di fare un esame radiologico per essere esposti a una certa quantità di radiazioni in quanto queste emissioni possono provenire da specie con le quali siamo quotidianamente a contatto come noci brasiliane, granito, e rilevatori di fumo. Era già noto che alcune sostanze come la lettiera per gatti, le noci brasiliane, alcuni tipi di ceramiche, oggetti realizzati con metalli riciclati e banane emettessero radioattività. Di recente, tuttavia, è stato effettuato uno studio sistematico con un rilevatore di raggi γ delle radiazioni presenti in una casa della periferia statunitense. Le radiazioni sono state espresse in microgray/ora. Il gray, il cui simbolo è Gy, è l’unità di misura della dose assorbita di radiazione del Sistema Internazionale: l’esposizione a 1 Gy corrisponde a una radiazione dhe deposita 1 Joule per chilogrammo di materia. Le sostanze nelle quali è stata rilevata radioattività sono state le banane che a causa della presenza dell’isotopo radioattivo del potassio ovvero del 40K emettono una radiazione γ di 0.17 μGy/h gli avocado, anch’essi ricchi di potassio emettono una radiazione di γ di 0.16 μGy/h i rilevatori di fumo che a causa della presenza dell’americio, tipico metallo radioattivo appartenente alla famiglia degli attinidi, emettono una radiazione di γ di 0.16 μGy/h i materiali da costruzione come cemento, pietra naturale, gesso, granito contengono in natura isotopi radioattivi di radio, uranio e torio. Quindi nessuna sorpresa se i mattoni della casa emettono una radiazione di γ di 0.15 μGy/h Per confrontare questi dati si è presa a riferimento una roccia naturale contenente uranio che emette 1.57 μGy/h. La notizia è stata riportata non solo a livello scientifico ma anche da mezzi di diffusione di massa generando preoccupazione. Gli scienziati, tuttavia, hanno dato rassicurazioni sull’esposizione a queste sostanze in quanto il livello che si ritiene esente da rischi è di 50000 μGy/anno ovvero di 5.71 μGy/h che risulta essere ben al di sopra delle emissioni di fondo a cui siamo quotidianamente esposti. Gli effetti benefici di alcuni alimenti, come, ad esempio l’avocado la cui presenza di fibre, grassi, vitamine del gruppo B, vitamina K, vitamina E, vitamina C e potassio conferiscono a questo frutto proprietà eccellenti per la salute e il suo consumo è associato a tanti benefici tra cui la riduzione del rischio cardiovascolare da far passare...

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