Propoli
Giu04

Propoli

La propoli è una sostanza di origine vegetale raccolta dalle gemme e dalle cortecce delle piante dalle api che esse elaborano successivamente con l’aggiunta di alcune sostanze prodotte dal loro organismo come cera, polline ed enzimi. Le api utilizzano la propoli per sigillare i fori dell’arnia, per unire tra loro i favi e per renderli indenni dall’attacco di funghi e batteri. La propoli veniva utilizzata, per le sue proprietà antibatteriche, dagli antichi Egizi per l’imbalsamazione mentre agli antichi Greci era nota per la sua capacità di accelerare la cicatrizzazione delle ferite. La composizione chimica della propoli è molto variabile ed in particolare risente delle diverse zone climatiche e geografiche ed infatti la propoli può assumere anche diverse colorazioni che vanno dal giallo, al marrone, dal rosso al nero. La propoli è costituita da resine di tipo terpenoide che conferiscono alla propoli il tipico odore che sono presenti in ragione del 50%, cere composti chimici organici di tipo lipidico  costituite oltre che da idrocarburi da esteri formati dall’unione di acidi carbossilici a lunga catena e alcoli a lunga catena che sono presenti in ragione del 30%, oli essenziali e oli aromatici che sono presenti in ragione del 10%, pollini e impurità. Nella propoli sono contenute diverse classi di composti: Acidi alifatici tra cui l’acido idrossiacetico e l’acido malico Acidi aromatici tra cui l’acido benzoico, l’acido trans-cinnamico, l’acido caffeico e l’acido ferulico Esteri di cui molti derivanti dall’acido caffeico, acido cumarico, acido ferulico Flavonoidi tra cui pinocembrina, crisina, galangina e pinobanksina Aldeidi come la vanillina e l’aldeide cinnamica Alcoli come l’alcol benzilico, l’alcol feniletilico e l’alcol cinnamilico Sono inoltre presenti sali minerali di potassio, sodio, calcio, magnesio, rame, zinco, manganese e ferro oltre a vitamine del gruppo B, C, E e P. La propoli, come tutte le sostanze di origine naturale, viene considerata efficace nel combattere molte patologie e assunta in sostituzione delle terapie antibiotiche e antinfiammatorie adatta a rinforzare il sistema immunitario e a curare i malanni di stagione. Nell’ambito della medicina alternativa la propoli viene consigliata per la cura di malattie dermatologiche, intossicazioni alimentari, mal di denti, ulcera e addirittura cancro. Premesso che la propoli può scatenare reazioni allergiche a causa del polline che può essere presente nel prodotto commerciale si deve tener presente che la crescente domanda ha portato sul banco delle farmacie e delle erboristerie prodotti, spesso provenienti da Cina India e Sud America contenenti sostanze estranee come antibiotici, acaricidi e idrocarburi policiclici aromatici. Occorre innanzitutto preferire la propoli biologica italiana proveniente da zone incontaminate e prodotta da piccoli apicoltori e soprattutto tener presente che la medicina alternativa non può sostituire, specie in talune patologie quella...

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Cibi a contenuto acido
Giu03

Cibi a contenuto acido

Per realizzare un piatto appetitoso vengono adoperati ingredienti tali da equilibrare i vari gusti e se si è un grande chef questi ultimi vanno anche bilanciati. Ad esempio per preparare una salsa al pomodoro si utilizza il pomodoro che è acido, la cipolla e la carota che sono dolci, il sale che è salato e il sedano che è amaro. Uno dei gusti presenti in alcuni alimenti è il gusto acido, ma al di là delle ricette da gourmet, i cibi particolarmente acidi vanno limitati e opportunamente bilanciati specie per chi soffre di alcune patologie come l’acidità gastrica. Mentre tutti sanno che il succo di limone è acido la gran parte delle persone non conosce quali siano i cibi ad alto e medio contenuto di acidità. Il grado di acidità viene misurato tramite la scala di pH che misura l’acidità o la basicità di una soluzione acquosa. Una soluzione è neutra se il valore di pH è pari a 7 e in tal caso la concentrazione di ioni H+ è uguale a quella di ioni OH-. Al diminuire del pH la concentrazione di ioni H+ aumenta e diminuisce quella di ioni OH- mentre all’aumentare del valore di pH aumenta la concentrazione di ioni OH- mentre diminuisce quella di ioni H+. Studi medici hanno evidenziato che molte patologie sono dovute all’eccesso di acidità presente nel nostro corpo quindi il mantenimento di un corretto equilibrio acido-base stabilizza il nostro fisico, ci protegge da diversi stati patologici e ci fa vivere meglio. Tra gli acidi veri e propri che assumiamo con i cibi vi è l’acido acetico presente nell’aceto, l’acido citrico contenuto negli agrumi, l’acido fumarico che viene aggiunto a molti alimenti quale regolatore di acidità e presente in molte bevande analcoliche, l’acido lattico presente in molti prodotti da forno, l’acido malico presente nelle mele e nelle pere, l’acido fosforico presente in bevande come la coca cola, l’acido tartarico presente in marmellate, caramelle e succhi di frutta e l’acido caffeico presente in alcuni alimenti come cicoria, carciofo, piselli e fragole. Vi sono tuttavia alimenti di cui comunemente non si sospetta l’acidità. Hanno infatti un elevato contenuto acido tra i prodotti vegetali mais, patate, olive, spinaci, bietola, ravanelli, melenzane e barbabietola mentre tra la frutta, oltre agli agrumi risultano acidi mirtilli, lamponi e ribes. Prodotti quale pane bianco con un pH di 5, riso con un pH di 6, pasta, biscotti, cracker, dolci sono alimenti che conferiscono acidità I latticini sono tutti in genere acidi dal formaggio fuso ai formaggi gialli, freschi, stagionati o fermentati, panna e burro oltre che il latte stesso. Tra i legumi sono acidi i fagioli, i piselli, le...

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Polifenoli
Giu02

Polifenoli

I polifenoli sono una classe di composti organici caratterizzati dalla presenza di molte unità di gruppi fenolici e sono presenti in natura in molti tipi di piante e frutti. I polifenoli costituiscono un gruppo di molecole altamente complesso con peso molecolare variabile che può superare i 30000 Da. I polifenoli sono metaboliti secondari delle piante in cui hanno la funzione di protezione dai raggi U.V. e da agenti patogeni. L’interesse per questi composti che possono essere ottenuti anche per via sintetica è molto elevato a causa della loro capacità antiossidante e gli studi effettuati suggeriscono che una dieta a lungo termine ricca di polifenoli possa essere utile nella prevenzione del cancro, diabete, osteoporosi  e di altre patologie come quelle cardiovascolari e neurovegetative. Attualmente sono state identificate circa 8000 polifenoli di origine vegetale che possono essere classificati sulla base della loro origine, della loro funzione biologica e della loro struttura chimica. Da un punto di vista chimico i polifenoli vengono classificati in base agli anelli fenolici in essi contenuti e degli elementi strutturali che legano tra loro questi anelli. I polifenoli vengono quindi suddivisi in quattro classi: acidi fenolici, flavonoidi, stilbenoidi e lignani: Gli acidi fenolici sono composti contenenti un gruppo ossidrilico fenolico e un gruppo carbossilico;  gli acidi fenolici presenti in natura sono ulteriormente suddivisi in acidi idrossibenzoici  e acidi idrossicinnamici. Gli acidi idrossibenzoici sono l’acido o-idrossibenzoico noto come acido salicilico, l’acido m-idrossibenzoico e l’acido p-idrossibenzoico. Gli acidi idrossicinnamici sono idrossi derivati dell’acido cinnamico C6H5CH=CHCOOH e tra quelli presenti negli alimenti vi sono tra gli altri l’acido caffeico, l’acido ferulico, l’acido sinapinico, l’acido cumarico, acido gallico e l’acido clorogenico. Gli acidi fenolici costituiscono circa un terzo dei composti polifenolici presenti nella nostra dieta e sono presenti in varia misura in tutte le specie vegetali ed in particolare nella frutta dal sapore acido. l flavonoidi sono i polifenoli più abbondanti nella dieta e presentano nella loro struttura due anelli aromatici legati tra loro da tre atomi di carbonio che formano un eterociclo ossigenato e pertanto la loro struttura generale viene indicata come C6-C3-C6 I flavonoidi vengono suddivisi sulla base del carbonio dell’anello C a cui su lega l’anello B e sul grado di insaturazione dell’anello B. Vengono quindi classificati in flavoni, flavonoli, flavononi, flavanonoli, flavanoli e antociani. Gli stilbenoidi sono derivati ossidrilati dello stilbene costituito da un etene sostituito da ambo i lati con un gruppo fenilico. La maggior parte degli stilbenoidi presenti nelle piante agiscono da fitoalessine composti che costituiscono una risposta all’attacco di agenti patogeni. Gli stilbenoidi si suddividono in agliconi e glicosidi. Fanno parte degli agliconi la pinosilvina, lo pterostilbene presente nei mirtilli, nelle mandorle e nel...

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Schermo dello smartphone che si autoripara
Mag24

Schermo dello smartphone che si autoripara

La ricerca di materiali innovativi, dotati di particolari proprietà da utilizzare nei campi più svariati, ha pervaso l’umanità fin dalla preistoria. La scoperta di nuovi materiali ha condizionato lo sviluppo della società favorendo il progresso ad iniziare dal bronzo fino ai polimeri e ai materiali in 2D. Di recente è stato presentato alla American Chemical Society un lavoro rivoluzionario che potrebbe avere, nei prossimi anni, applicazioni al limite dell’immaginazione. Un team di ricercatori dell’Università della California e dell’Università del Colorado coordinato dal chimico Chao Wang ha ottenuto un nuovo materiale trasparente, estremamente elastico, conduttore di elettricità che ha la caratteristica di autoripararsi una volta rotto che potrebbe essere sfruttato per il touch screen. Il materiale costituito da un polimero estensibile e un sale ionico in cui è presente un legame ione- dipolo che può “ricucirsi” in meno di 24 ore sfruttando l’attrazione tra ioni e molecole polari. Questo materiale potrebbe quindi risolvere l’annoso problema della rottura dello schermo dello smartphone che comporta elevati costi per la riparazione oltre che alla rinuncia per svariati giorni dell’accessorio che è diventato praticamente insostituibile. Gli scienziati sono partiti dal presupposto che i legami covalenti sono forti ma non si ripristinano una volta rotti mentre gli altri legami come, ad esempio il legame a idrogeno è più debole ma può riformarsi: ad esempio il legame a idrogeno è il legame intermolacolare presente nelle molecole di acqua e si rompe e si riforma in modo dinamico. Sebbene esistano polimeri che si autoriparano formano legami a idrogeno o legami di coordinazione ma non sono adatti per essere utilizzati nei conduttori ionici. I ricercatori hanno quindi appuntato la loro attenzione a un tipo di legame diverso ovvero un’interazione ione-dipolo che si verifica tra ioni e molecole polari che non era mai stato preso in considerazione nella realizzazione di polimeri che si autoriparano. Si è quindi considerato un polimero estensibile costituito da fluoruro di polivinilidiene-esafluoropropilene di tipo polare e da un sale ionico che stabilisce con il polimero interazioni ione-dipolo. Il nuovo materiale ottenuto conduttore di elettricità può allungarsi 50 volte rispetto alla sua dimensione iniziale ed è in grado di autoripararsi entro un giorno. La ricerca ora si rivolge all’ottimizzazione del materiale manipolando i legami covalenti presenti e testandolo in particolari condizioni come la presenza di particolare...

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Parabeni nei cosmetici
Mag19

Parabeni nei cosmetici

Nell’ultimo anno si stanno diffondendo, anche nella grande distribuzione, prodotti per la pulizia del corpo come bagnischiuma, shampoo, deodoranti e tinture per capelli senza parabeni. I parabeni vengono utilizzati quali conservanti nei cosmetici, nei prodotti per l’igiene personale, nei prodotti alimentari e in quelli farmaceutici. Sebbene il loro meccanismo di azione non sia del tutto noto essi mostrano grande efficacia nel prevenire la crescita di funghi, batteri e lieviti che possono portare al deterioramento del prodotto. I parabeni sono esteri derivanti dall’acido p-idrossibenzoico e includono anche sali dall’acido e l’acido stesso. Vengono ottenuti a partire dalla reazione dell’acido p-idrossibenzoico con un opportuno alcol secondo il meccanismo di esterificazione. L’acido p-idrossibenzoico è un solido cristallino bianco scarsamente solubile in acqua e cloroformio mentre è solubile in solventi organici polari come alcol e acetone ed è presente in natura in alcuni frutti come ciliegie e mirtilli e in alcune verdure come cipolle, cetrioli e carote. I parabeni maggiormente usati sono il metilparabene ovvero il metil 4-idrossibenzoato, l’etilparabene, il propilparabene, il butilparabene, isobutilparabene, pentilparabene e il benzilparabene. A seconda del gruppo alchilico presente nella molecola i parabeni presentano diversa solubilità e spettro di azione antimicrobica. All’aumentare del numero di atomi di carbonio presenti nella catena alchilica diminuisce la loro solubilità in acqua mentre aumenta la solubilità nei lipidi. Pertanto parabeni scarsamente solubili in acqua vengono facilmente assorbiti dall’epidermide. I parabeni sono stati oggetto di controversie in ambito scientifico per una loro presunta correlazione con il cancro, ma ripetuti studi, effettuati da enti accreditati hanno escluso qualunque nesso causale dei prodotti contenenti parabeni con l’insorgenza della patologia ed infatti la Food and Drug Administation li ha inseriti tra le sostanze GRAS (Generally Recognized As Safe). Sebbene negli USA l’utilizzo dei parabeni è consentito nei cosmetici senza alcun limite legale di concentrazione, nell’Unione Europea  alcuni di essi e precisamente propilparabene, il butilparabene e isobutilparabene, pentilparabene e benzilparabene sono stati cancellati dalla lista dei conservanti cosmetici autorizzati. L’Unione Europea infatti classifica i parabeni come potenziali interferenti endocrini in quanto esperimenti effettuati su animali hanno mostrato che essi hanno una debole attività estrogenica in quanto agiscono come xenoestrogeni ovvero composti che disturbano il sistema endocrino. L’attività estrogenica dei parabeni aumenta con l’aumentare del numero di atomi di carbonio presenti nel gruppo alchilico e quindi sono stati effettuati studi in vivo sul butilparabene il cui effetto è 100000 volte minore rispetto a quello dell’estradiolo. Persistendo una controversia scientifica sull’utilizzo dei parabeni si è ritenuto, a scopo precauzionale, di escluderli dai prodotti per neonati. Queste regolamentazioni risalgono comunque al 2011 e non si comprende la motivazione per la quale solo di recente sono stati riscoperti ed esclusi da...

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Tiopental sodico
Mag18

Tiopental sodico

Il tiopental sodico noto con il nome di Pentothal è un anestetico usato per via endovenosa noto ai lettori di fumetti come Diabolik e degli amanti dei videogiochi come Hitman per le sue presunte doti di siero della verità che consentiva ai protagonisti di ottenere informazioni preziose. E’ inoltre tristemente noto per il suo utilizzo insieme ad altre sostanze per praticale l’iniezione letale ai condannati a morte negli Stati Uniti. Il tiopental sodico è un tiobarbiturato che si presenta come una polvere giallastra igroscopica fu sintetizzato negli anni ’30 dello scorso secolo da Ernest H. Volwiler e Donalee L. Tabern nell’ambito delle loro ricerche sugli antidolorifici. Il tiopental sodico è un GABA-agonista e interagisce, nello specifico con il recettore GABA-A. Il GABA, ovvero l’acido γ-amminobutirrico è il principale neurotrasmettitore inibitorio del sistema nervoso centrale. I recettori GABA-A contengono siti che legano i barbiturici con conseguente attivazione e riduzione dell’eccitabilità neuronale deprimendo il sistema nervoso centrale e, se esso vengono assunti in dosi massicce possono portare al coma e alla morte. Nelle dosi opportune il tiopental sodico viene utilizzato come anestetico per interventi chirurgici brevi o come preanestetico e fu utilizzato nel 1941 a seguito dell’attacco di Pearl Harbor come anestetico per poter operare i soldati statunitensi feriti. Purtroppo a causa della scarsa esperienza da parte dei medici con questa sostanza fu somministrato in dosi eccessive e molti militari non sopravvissero. Per la sua capacità di indurre uno stato prossimo al sonno il tiopental sodico risulta, secondo alcuni, valido nell’ambito della psicoterapia. Il tiopental sodico, indicato come 5-etil-5(1-metilbutil)-2-tiobarbiturato ha la struttura rappresentata in figura:Alla luce di tutto il tiopental sodico la cui somministrazione può portare a perdita di coordinazione e capogiri fino a difficoltà respiratorie, febbre e allucinazioni dovrebbe essere utilizzato solo da medici specialisti nei casi in cui lo ritengono opportuno lasciando alla fantasia di un fumetto il suo uso come siero della...

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