Geochimica forense
Ott02

Geochimica forense

Nell’ambito di indagini relative a un crimine ci si avvale di tecniche analitiche che aiutano gli investigatori a identificare la scena del crimine. L’identificazione di reperti quali sabbia, frammenti di materiali sia organici che inorganici presenti ad esempio sotto le scarpe, sugli abiti, sugli pneumatici risulta fondamentale per indirizzare le ricerche. Le applicazioni della geochimica nelle aree di indagine non possono essere utilizzate direttamente per identificare i criminali coinvolti ma sono utili per determinare il luogo in cui è stato commesso il crimine. Se viene rinvenuta una polvere questa potrebbe venire dal suolo che benché apparentemente sempre uguale si differenzia da luogo a luogo. L’analisi del terreno è lunga e laboriosa e consiste nella determinazione qualitativa a quantitativa dei principali macroelementi, del tenore di sostanza organica, del rapporto tra carbonio e azoto, e tra magnesio e potassio e della determinazione di microelementi come ferro, manganese, boro, rame e zinco. Completano l’analisi la determinazione del pH, la conducibilità elettrica e la presenza di carbonati. Una volta analizzato il terreno si confrontano i dati ottenuti con quelli di un terreno in cui potrebbe essere stato commesso il crimine in modo da poter escludere o confermare che un cadavere sia stato abbandonato nel luogo dove è stato commesso il crimine o in un altro luogo. Un altro tipo di analisi include la composizione isotopica ed in particolare i rapporti 14C/12C, 13C/12C, 2H/1H, 15N/14N, 18O/16° che danno conto delle trasformazioni chimiche sia dei composti inorganici che organici. Le analisi chimiche consentono quindi di conoscere la composizione elementare, isotopica e mineralogica di campioni di terreno e di sedimenti per stabilire la provenienza attraverso il confronto con campioni noti. Si possono inoltre acquisire dati necessari a determinare la provenienza di piante e di animali Per poter ottenere informazioni utili alla provenienza del campione per confronto con un altro campione di provenienza nota vengono utilizzate molte tecniche analitiche stante la complessità dell’analisi. A seconda del campione da analizzare e dal tipo di ricerca che si intende effettuare si utilizzano una o più delle seguenti tecniche tra cui: la spettroscopia di assorbimento atomico necessaria per la determinazione qualitativa e quantitativa di ioni metallici la spettrometria di massa necessaria a plasma accoppiato induttivamente per l’individuazione di sostanze inorganiche sia metalliche che non metalliche presenti in bassissime concentrazioni oltre che per l’analisi isotopica la spettroscopia atomica di emissione a plasma accoppiato induttivamente per l’individuazione di tracce di metalli la spettrofotometria XRF che permette di permette di conoscere gli elementi presenti in un campione la spettroscopia LIBS in cui un impulso laser di alta potenza viene focalizzato sul campione e le emissioni delle singole specie atomiche analizzate da un analizzatore...

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