La chimica dell’amore
Lug12

La chimica dell’amore

Quando ci si innamora il nostro corpo risponde con alcune manifestazioni come il battito cardiaco accelerato, l’alterazione del ritmo respiratorio, la sensazione di un nodo allo stomaco, la perdita di appetito e una maggiore sudorazione. Ma cosa c’è dietro a questo turbinio di sensazioni? Ovviamente la chimica. Le sostanze che sono responsabili di questo turbamento appartengono a quella classe di composti che si formano nel cervello e partecipano all’attività neurale ovvero la feniletilammina, la noradrenalina e la dopamina. La feniletilammina è un neurotrasmettitore rilasciato dai neuroni in momenti particolari correlati a momenti di euforia emotiva. La feniletilammina è un’ammina aromatica idrosolubile biosintetizzata dalla decarbossilazione enzimatica della fenilalanina La produzione di feniletilammina stimola il cervello a produrre una endorfina che dà una sensazione di benessere. La prima attrazione verso un’altra persona porta ad una maggiore produzione di feniletilammina che per le sue caratteristiche provoca quelle sensazioni associate all’amore oltre che aumentare l’energia fisica e a modulare il rilascio di dopamina. La feniletilammina può essere considerata un simil-anfetaminico naturale in grado di produrre effetti di stimolo mentale blandamente simili a quelli di sostanze anfetaminiche.   Un’altra sostanza imputata è la noradrenalina, neurotrasmettitore che attiva il sistema nervoso simpatico con conseguente aumento del battito cardiaco e sudorazione del palmo delle mani e viene rilasciata quando un evento provoca una serie di cambiamenti fisiologici. La noradrenalina è una catecolammina caratterizzata da un anello di catecolo ovvero di un anello benzenico con due gruppi ossidrilici adiacenti e da una catena laterale di etilammina o uno dei suoi derivati. La noradrenalina viene liberata dai neuroni detti noradrenergici che costituiscono il sistema noradrenergico che ha la funzione di trasmettere l’impulso nervoso tramite un meccanismo di trasmissione a catena. L’ultima sostanza imputata di dare le tipiche sensazioni di innamoramento è la dopamina che è, come la noradrenalina, una catecolammina La dopamina funziona da neurotrasmettitore che, agendo sul sistema nervoso simpatico, produce effetti quali aumento della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca. Il rilascio di dopamina viene stimolato da eventi che producono motivazione e ricompensa quale l’assunzione di un buon cibo o la soddisfazione sessuale. La dopamina che è il precursore della noradrenalina è in grado di attivare fino a cinque recettori diversi nel cervello conferendo una sensazione di godimento. La conoscenza di questi meccanismi non intacca minimamente il coinvolgimento emotivo verso la persona amata ma forse razionalizza determinati comportamenti. Allora anche l’amore è chimica? Yes all is...

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